Che cos'è il mobbing familiare - genitoriale

by Redazione Psicologo360 26. settembre 2011 10.37

Il mobbing familiare è una pratica di pressione e opposizione praticata all’interno delle dinamiche di relazione, sia coniugali che appunto famigliari.  In genere è finalizzata alla delegittimazione (o svalutazione) di uno dei due coniugi (o genitori) e alla continua, invisibile ma tangibile sua estromissione dai processi decisionali, che riguardano la famiglia in genere, o nello specifico l’educazione dei figli.

Il mobbing familiare o genitoriale più frequente è quello che coinvolge le famiglie separate e viene messo in pratica da parte del genitore affidatario nei confronti di quello non affidatario, al fine di spezzare il legame genitoriale nei confronti dei figli.

mobbing familiare genitoriale

Ci sono recenti studi e ricerche, uno su tutti quello dell'Osservatorio Permanente Interassociativo sulla Famiglia e Minori dell'Istituto degli Studi Giuridici Superiori o come quello dell'Osservatorio della Federazione Nazionale per la Bigenitorialità che hanno messo in evidenza questo particolare tipo di mobbing, ormai definito e delineato. Un mobbing e un atteggiamento che sta diventando sempre più frequente nelle relazioni coniugali contraddistinte da una intensa conflittualità, anche prima della separazione o in stato di continua relazione, seppur dominata da scontri.

In molti casi, il mobbing familiare si manifesta attraverso una serie di strategie "persecutorie" e continue da parte di uno dei coniugi nei confronti dell'altro coniuge, proprio per costringere quest'ultimo a lasciare la casa divisa con lui/lei, o ad acconsentire facendolo arrivare, ad esempio, a una separazione consensuale, pur di chiudere rapporti coniugali fortemente conflittuali e di uscire da uno stato di tensione e di pressione insostenibile.

Per approfondimenti su questi temi contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!


Settembre: come affontare il rientro a scuola dei nostri figli

by Dott.ssa Valeria Cani 26. settembre 2011 09.45

Come ogni settembre ricomincia la scuola. L’impegno, gli orari, la novità per chi comincia o che cambia scuola, le condizioni in cui si trova la scuola italiana oggi, sono elementi che possono rappresentare fonte di stress per bambini e ragazzi, ma anche per i  genitori.

I problemi non tardano a presentarsi. “Non voglio andare a scuola!”  magari urlato piangendo appena alzato o durante il tragitto tra casa e scuola, spesso non è solo un capriccio del bambino. Ancora una volta si chiede all’attenzione del genitore uno sforzo per ascoltare e osservare cosa c’è dietro quel comportamento del bambino. Spesso si tratta solo di mancanza di abitudine: finite le vacanze, dopo tre mesi di gioco, genitori e nonni a disposizione e tempo passato all’aria aperta, il bambino non è abituato agli orari, all’impegno, alla frequenza scolastica.

Cerchiamo allora di introdurlo gradatamente a questa routine, magari regolando gli orari gioco-sonno. Un buon metodo per aumentare la sua motivazione alla frequenza scolastica è coinvolgerlo attivamente nei preparativi per la scuola, la scelta e l’acquisto di zaino, diario, astuccio rendono il bambino protagonista del suo mondo-scuola. Per ridurre la sua ansia raccontiamo al bambino cosa succederà durante le giornate nella scuola: il bambino sarà preparato e non si farà cogliere dalla paura di una novità cosi grande nella sua vita.

ritorno a scuola

Ci sono poi i compagni, amici inseparabili o fonte di disagio scolastico. Spesso il bambino fatica a raccontare cosa “subisce” a scuola da parte dei compagni, ma episodi di bullismo sono sulle cronache oramai quotidiane: senza creare immediato allarmismo, il genitore attento al comportamento o alle parole del figlio riuscirà ad affrontare il problema creando una rete con gli insegnanti, gli altri genitori e magari uno psicologo esperto. Il bambino con difficoltà di apprendimento - i campanelli di allarme “dislessia” e “disgrafia” oggi suonano forse troppo presto - spesso va solo seguito un po’ di più nei suoi interessi e nelle sue inclinazioni, va aiutato ad esprimersi, relazionarsi e ad avere un po’ più stima di se stesso.

Il dialogo, l’ascolto e la comprensione tra genitori e figli aiuta ad affrontare insieme in modo partecipe e sereno la scuola e anche la vita.

Per approfondimenti su questi temi contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!

Terapia di coppia e giochi sessuali: come funziona

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.33

La terapia di coppia puo' iniziare anche dalle e tra le lenzuola non soltanto sul lettino dello psicologo. Se infatti la terapia di coppia come supporto psicologico resta un valido strumento per migliorare la vita a due, anche il sesso si sta rivelando un ottimo elemento "rivitalizzante" per la coppia.

La più recente tendenza è proprio questa: giocare a trasgredire, cioè fare col partner quello che fino a poco tempo fa sembrava essere un'esclusiva di attori e attrici hot. E’ un desiderio di sesso alternativo dove lui coinvolge lei, e lei spinge lui. Esistono dei limiti alla trasgressione? Quando la trasgressione si trasforma in perversione, o in calo di desiderio per il partner? Secondo l'opinione degli esperti, i limiti da non superare nella trasgressione sono due: quando subentra l'assuefazione, e quando entra in gioco la violenza. In una parola, se volete giocare a trasgredire in coppia, che ci sia accordo e desiderio comune. Sempre.

Terapia di coppia, sesso

Il sesso - se il partner è consenziente - è sempre ‘lecito’, sempre ‘normale’. La più solleticante delle sue caratteristiche è quella di poter letteralmente scatenare la nostra fantasia, e per questo non dovrebbe meravigliare, per esempio, che nuovi sexy shop fioriscano nelle grandi città. Eppure iniziative di questi tipo sono costantemente bersaglio di critiche. Ma la disapprovazione e lo sdegno possono nascere solo in chi, oscuramente, non si sente libero delle sue scelte in questo campo, ossia individui incapaci di esprimersi e timorosi delle conseguenze delle proprie azioni. La mancanza di libertà interiore rappresenta uno dei più molesti freni inibitori per la nostra personalità, una caratteristica così negativa da renderci intolleranti fino al pregiudizio.

Nell’ambito dei rapporti amorosi, la sessualità è spesso preponderante, nel senso che può determinare il felice andamento di una relazione o, al contrario, tormentarla sino al punto di sancirne la fine. E' per tali ragioni che una proposta di tale tenore deve tener conto delle inclinazioni e della sensibilità altrui. Ritengo che la trasparenza e l'affrontare il discorso in maniera diretta, seppur senza scadere in facili volgarità, siano la strategia più idonea da seguire. Se la partner dovesse opporre un netto rifiuto, non bisognerebbe insistere o recriminare, bensì cercare di avviare un dialogo aperto e sincero su quali siano i desideri di entrambi e su come ci si può venire incontro al fine di realizzarli. Non esistono formule magiche per scoprire se la nostra compagna si piega ai nostri voleri controvoglia o per "accontentarci" oppure se lo fa perché avverte la medesima necessità. Ogni desiderio è "giusto" nel momento in cui non va a ledere gli altri ma a coadiuvare il benessere del nostro corpo e della nostra psiche.

 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sulla terapia di coppia? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

E per una prima risposta fai il nostro test gratuito sul rapporto di coppia: in poche domande avrai il nostro feedback!

 

Quando l'impotenza maschile è di origine psicologica?

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.16

L'impotenza maschile può essere di origine psicologica? quando tale accezione può dirsi vera o falsa?

Può essere vero, perché la voglia di fare l’amore non è semplicemente la risposta a un impulso sessuale sollecitato dall’attrazione fisica. Ma è alimentata dall’armonia che c’è nella coppia. Si nutre di emozioni, di feeling, di attenzioni, di intimità, di comunicazione profonda. Se questi elementi vengono a mancare, il desiderio erotico spesso ne risente, e la sua mancanza diventa il campanello d’allarme della crisi di coppia.

Impotenza maschile psicologica

E' falso nei casi in cui, pur essendoci armonia fra i partner, la sessualità zoppica. Per esempio, se la donna non raggiunge l’orgasmo o l’uomo soffre di eiaculazione precoce o di disturbi d’erezione il rapporto sessuale non è appagante ma, anzi, è fonte di frustrazione. E, a lungo andare, viene desiderato sempre di meno.

E' falso quando la persona a cui manca il desiderio vive un periodo di stress o di depressione. Il sesso, infatti, è espressione di vitalità: tensioni e disturbi dell’umore non possono fare altro che disturbarne il desiderio.

E' falso quando si assumono alcuni farmaci che, tra gli effetti collaterali, presentano il calo del desiderio. Si tratta di certi tipi di ansiolitici, di antidepressivi, di antiulcera e di betabloccanti utilizzati per curare i disturbi di pressione.

Per approfondimenti o per un consulenza psicologica online contatta subito i nostri esperti psicologi!

 

Impotenza maschile psicologica: sintomi e rimedi

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.12

L'impotenza maschile è un fantasma che spaventa molti uomini, anche coloro i quali non hanno mai avuto problemi di questo tipo o nei casi patologici in cui si parla di infertilità sessuale. Viagra rosa, viagra blu, tantra, pillole miracolose ed olii afrodisiaci: a tutto si ricorre, pur di arrivare al piacere.

Da un’ indagine del Censis sulle abitudini sessuali degli italiani, emerge che 6 uomini su 10 sono preoccupati delle proprie prestazioni, e che 4 donne su 10 lamentano un calo del desiderio. Spesso le cause di questi alti e bassi sono la frenesia e lo stress della nostra quotidianità; stili di vita che comportano sensazioni di stanchezza eccessive, incapacità di lasciarsi andare o addirittura problematiche psicosomatiche.

A parte esperimenti, ritrovati e scoperte, la cosa più ardua da definire, il lato più oscuro del problema non è cosa sia questo benedetto desiderio, quanto il come accenderlo in lui o in lei. Siamo diversi, ormai è assodato, e così sono diverse le tane e le sedi dei nostri palpiti Anche se fare l'amore ultimamente è diventato sempre più complesso, anche se è sempre più raro incontrare qualcuno che dica "sì, lei /lui mi piace ancora da matti e ci faccio bene l’amore", a detta di chi se ne intende è possibile mantenere acceso il desiderio, come la fiammella del tempio della dea Vesta, anche dopo anni.

Per arrivare al piacere dei sensi, bisognerebbe:

1. staccare la testa e la mente dal corpo, cioè ragionare di meno sulle cose che stiamo facendo, e abbandonarsi all’istinto;

2. cercare di immedesimarsi nel partner e provare a capire che cosa gli piacerebbe.

La maggior parte degli uomini considera i preliminari come pratica fondamentale per accendere la fiamma del sesso. Anche a proposito della durata, l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento: ben il 35% degli uomini desidera dedicare almeno 30 minuti a baci, sfioramenti e carezze che precedono il rapporto. Un uomo normale pensa al sesso circa 15 volte al giorno, contro le 10 della donna, ricorre al sesso fai da te 3-4 volte alla settimana (le donne dichiarano 1-2 di media) e dedica quasi 40 minuti alla settimana al porno: film, siti web, video, linee telefoniche hard, sexy shop.

Qualche dato aggiuntivo sul pianeta uomo: su un campione di 500 uomini dai 18 ai 35 anni,intervistati dalla società Archè, l'84% degli signori interpellati ha confessato di preferire un amplesso totale e completo, al posto di altre pratiche anche “spinte”. Sorprese anche per la posizione preferita: il 40% dei ventenni e il 38% dei trentenni ha rivelato di prediligere quella del "missionario". Al secondo posto nella speciale classifica di gradimento c'è quella con lei sopra. Dove volge lo sguardo un uomo la prima volta che vi vede? I gusti variano a seconda dell'età: i ventenni guardano il fondoschiena, i trentenni il seno. Sulla misura del décolleté sembrano essere tutti d'accordo: la taglia preferita è la terza. Resta da scoprire qual è l'indumento intimo che fa impazzire gli uomini: il 34% degli uomini dice di eccitarsi alla vista di un tanga, mentre il 26,7%  vota per un baby doll trasparente stile anni ’50. I trentenni perdono facilmente la testa al cospetto di una calza autoreggente.

Quello che proprio non sopportano gli uomini è che la partner accenda la tv o la sigaretta subito dopo aver fatto l'amore. A proposito, quanto tempo deve durare il rapporto sessuale perfetto? Per il 45% dei ventenni, meno di 20 minuti; per il 53,3%deitrentenni, dai 30 ai 60 minuti.

 

Per approfondimenti o per un consulenza psicologica online contatta subito i nostri esperti psicologi!

 

La psicologia incontra la poesia: nasce Libra PoEtica, un altro modo di fare libreria

by Redazione Psicologo360 14. settembre 2011 12.19

Questo accade da Libra PoEtica, il caffè letterario di Morlupo che il 24 settembre prossimo apre i battenti in uno spazio completamente rinnovato e tre volte più ampio. La libreria è nata da un'idea di Monica Maggi a marzo del 2010 ed è diventata via via punto di riferimento dei piccoli centri a nord di Roma.

Con quest'ultima apertura e con l’apporto dell’associazione PoEtica di Viviana Scarinci, Libra si definisce ancora di più. Sarà una sorta di casa dell’emozione, con testi introvabili e particolarissimi, case editrici di nicchia e non solo, e con una specifica finalità: avvicinare il lettore al testo poetico, dove per poesia si intende la globale bellezza della vita.

Libra, oltre al libro, mette a disposizione angoli di tutto il mondo: dai manga giapponesi agli incensi del Tibet, dalle spezie indiane ai tessuti etnici. Attraverso questo sguardo ampio sul mondo, chi entrerà da Libra troverà la magia delle emozioni che solo la cultura (intesa in senso profondo) può regalare. Emozioni magiche anche nel calendario eventi di Libra: concerti di musica etno-classica, vernissage e allestimenti, rassegne cinematografiche, conferenze. Non mancheranno laboratori di lettura per bambini  e workshop di scrittura.

 

Libra


Prime grandi emozioni nei giorni a seguire: il 5 ottobre Libra ospiterà Raphael D’Abdon con la presentazione di God bless the father di Lodi Matsetela del movimento degli spoken word artists sudafricani.
Libra si avvale oggi anche di Teke Edizioni, forte della produzione di manga. E proprio sui manga sarà dedicato il prossimo evento previsto l'8 e 9 ottobre: l'inaugurazione del primo manga Cafè di Morlupo, con contest di CosPlayer e japanese market.



All'inaugurazione del 24 settembre saranno presenti:

il gruppo Ashram Music, con la loro produzione darkwave
Tiziana Cera Rosco, poeta e madrina della serata
Simone Pellegrini e la sua Personale “JUS, il Giusto nel suo mondo”
Musiche e danze di pizzica e taranta salentine
l'enoteca Si-Wine di Vietri sul Mare


Info:

LIBRA – via San Michele 63, Morlupo (Roma)
06-9071120 www.lalibrerialibra.com
facebook LA LIBRERIA LIBRA

Tags:

Eventi

Come adottare un bambino

by Redazione Psicologo360 12. settembre 2011 21.35

Arrivare alla scelta di adottare un bambino significa fare un grande passo. Innanzitutto l'iter dell'adozione necessita di una grande e profonda informazione. Ma non solo: bisogna prepararsi ad una situazione che spesso non sarà semplice.

Il bambino che si va ad adottare è un piccolo che, proprio per la mancanza di un nucleo famigliare armonioso, potrebbe avere trascorsi non semplici. Inoltre bisognerà offrire un ambiente di coppia sereno e accogliente.

Dai dati che arrivano attraverso i media si intuisce che vengono presentate parecchie domande, tante coppie danno la propria disponibilità ad adottare, ma non tutte sono idonee. Per chi vuole intraprendere la strada che porterà all’incontro con il bambino da adottare la strada è più o meno prefissata: si deve innanzitutto contattare il Tribunale dei minori della propria zona, che spiegherà l’iter da intraprendere.Le domande di adozione che si possono presentare sono due: nazionale (per bambini presenti sul territorio nazionale) o internazionale.

Segue un lungo periodo di colloqui con assistenti sociali e psicologi, che hanno il compito di capire le motivazioni che hanno portato i possibili genitori a presentare domanda. Gli assistenti sociali e gli psicologi sono figure chiave: hanno il dovere di entrare nella vita privata dei potenziali genitori per conoscerli, per capire prima di tutto se sono idonei, poi se possono andar bene per un bambino. Gli assistenti sociali e gli psicologi informano la coppia, l’accompagnano per i primi passi verso l’adozione e saranno loro a portare le informazioni necessarie al Giudice del Tribunale dei minori. Dal momento in cui si presenta domanda al Tribunale dei minorenni all’ottenere l’idoneità passa circa un anno, dopodiché si resta in attesa.

Per approfondimenti contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!


Separazione: come superare la fine di una storia

by Redazione Psicologo360 12. settembre 2011 21.31

Quali gli effetti di una separazione, e soprattutto, quali le cause? Alla separazione non si arriva con un episodio traumatico, o almeno non solo. Per prima cosa non si devono sottovalutare i primi contrasti sottili o evidenti, che sono una spia in ogni caso di diversità caratteriale o comunque di un problema nella coppia. Due persone che si sposano, o che comunque iniziano una vita a due, non possono dimenticare e cancellare un passato e un vissuto. Per quanto grande potranno essere intesa e passione, arrivano a quel giorno come due individui separati e distinti, con una soggettività formata. Per questo i contrasti sono inevitabili, più o meno manifestati ma da mettere in conto.

È profondamente errato pensare che la coppia perfetta sia quella che non discute, perchè neanche quella potrà evitare un'ipotetica separazione. I contrasti sono un ottimo modo per confrontarsi e conoscere l'altro. Quindi, alle prime discussioni, non ci si deve impaurire e pensare che si stia ad un passo dalla separazione, né tantomento immaginare di aver necessità di una terapia di coppia. È semplicemente il percorso di due persone che stanno vivendo insieme.

La separazione arriva quando il non detto diventa talmente pesante da creare risentimento, e ossidarsi in un nucleo di rabbia che non si stempera. La terapia di coppia può essere una soluzione, sempre che entrambi la vogliano.

Quando ormai la separazione è in atto e il rapporto è deteriorato, ci si lascia e il trauma a volte diventa insostenibile.

Ecco qualche consiglio per superarlo:

  • Piangere tutte le lacrime: sfogarsi fa bene e permette di scaricare la rabbia. Non vergognarti di ammettere il tuo dolore perché la vera forza sta nell’ammissione della propria debolezza. Tenerti tutto dentro, pensando di essere più forte del dolore, è qualcosa che alla fine devasta e fa crollare, con effetti peggiori e inaspettati. Se avverti che qualcuno ti chiede di parlare e senti che lo fa con sincerità, sfogati.
  • Fare del movimento: cammina, corri, passeggia, esci. Usa la ginnastica: il corpo ha bisogno come il cervello di scaricare le energie negative represse. Se fosse possibile allontanarsi, programma e organizza un viaggio anche breve, che ti porti lontano dai luoghi abituali della vostra vita insieme. Restare con lo stesso panorama davanti agli occhi non produce buoni risultati.
  • Essere obiettivi: Quando si riacquista un po’ di lucidità prova a stilare una lista di ciò che pensi dell’ex partner: lati positivi e lati negativi; come se facessi la stessa cosa anche per te stessa. Sii sincera fino in fondo e non dipingerlo come se fosse (o fosse stato) l’unico in grado di capirti. Prima di lui avevi una vita comunque.
  • Staccarsi definitivamente - Serve un distacco assoluto dalla persona che ci ha lasciato. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l'altro. Ci si illude che così il dolore sara meno lacerante, mentre non si fà altro che prolungare l'agonia. Inoltre quest'atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l'amore possa ritornare. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l'altro, occorre tempo.
  • Riflettere e riflettere – Prova a pensare e meditare su ciò che hai considerato negativo nell’altro: sono aspetti che potevi tollerare oppure intollerabili? Che cosa ti teneva legata a lui? Sforzati di scrivere ciò che pensi in proposito. Sii obiettiva senza trovare giustificazioni al vostro legame. Guardando tutto con un certo distacco, anche se doloroso, ti permette di vedere aspetti e angolazioni nuove. Questo ti serve per stabilire un minimo di obiettività su ciò che è accaduto: ristabilire le responsabilità reciproche sull’andamento e la fine del rapporto stesso.
  • Risvegliare l’amor proprio – La coscienza e l’amor proprio sono fondamentali. Arrivare a renderti conto di aver partecipato involontariamente allo spegnersi di un sentimento non è facile, ma se riusciamo a vedere là dove il nostro errore è conciso con l’errore altrui e i meccanismi che si sono innestati, riusciamo a farci una ragione di ciò che è accaduto e forse mettiamo il primo mattone che ci aiuta a superare il lutto.
  • Perdonarsi – Una parola difficile, quella del perdono. Ti devi perdonare e devi essere indulgente con te stessa per non essere stata consapevole durante il rapporto di ciò che accadeva e perdonare l’altro per le sue debolezze. Da qui in avanti spetta a te risollevarti e credere di poter costruire un rapporto positivo, memore dell’esperienza che hai vissuto, prendendoti tutto il tempo che ti occorre.
  • Prendersi cura di se’ - Sforzati di prenderti cura di te: prepara piatti che stimolino il tuo appetito anche quando apparentemente non ti sembra di avere fame, cerca di essere più attenta alla cura di te stessa. Prenditi del tempo per curare anche il tuo corpo con bagni rilassanti, con massaggi. Cura e metti attenzione nell’ambiente in cui vivi, nella camera da letto (che non diventi un santuario), vestiti per piacere a te stessa e agli altri, guardati allo specchio e commenta i miglioramenti e le conquiste (oggi sto’ un po’ giù, oggi va un po’ meglio, oggi non c’è male).
  • Dedicarsi ad un’attività tralasciata per mancanza di tempo: il tempo ora non deve essere né stancamente vissuto, né affogato con troppe attività. Bisogna assecondare le proprie energie: leggere, cucire, lavorare a maglia, all’uncinetto, fare del découpage, dipingere, disegnare, scrivere, risistemare la libreria secondo un ordine corretto; cambiare qualcosa nel proprio ambiente per sottolineare il cambiamento. Tira fuori, insomma, la tua creatività, che è quella che caratterizza ognuno di noi e che ci aiuta a recuperare il nostro valore a prescindere dalla presenza di qualcuno.
  • Parlare e scrivere: tieni un diario e annota le tue emozioni e gli accadimenti che ti sembrano essere significativi. Impara a confrontarti con gli amici e i conoscenti senza cercare di scaricare su di loro le tue frustrazioni o continuando a parlare di ciò che è accaduto in continuazione: non ti serve, è come un continuare a nutrire il tuo dolore. Se ti accorgi di non poter fare da sola rivolgiti ad un terapeuta, è importante riconoscere i propri limiti. Siamo esseri umani e se una cosa non riusciamo a superarla dobbiamo capirne l’origine, che potrebbe essere molto lontana nel tempo e non legata a ciò che ci accade al momento. E se non riesci a trovare una risposta ora, nel tempo potresti essere costretta a farlo in un altro momento, magari con maggiore difficoltà.

 Pensi di aver bisogno di una terapia di coppia? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

Terapia di coppia: un valido supporto psicologico per vivere serenamente in due

by Dott.ssa Valeria Cani 12. settembre 2011 16.44

Per terapia di coppia si intende un percorso terapeutico che ha lo scopo di sostenere i componenti della coppia stessa quando questi incontrano e diventano consapevoli di un problema nella loro vita insieme e desiderano affrontarlo insieme a un terapeuta per superarlo. I momenti critici per una coppia possono concretizzarsi in uno dei passaggi fondamentali del loro percorso di vita: l’essere fidanzati poi coniugi, diventare genitori o non riuscire a diventarlo per problemi di infertilità, diventare genitori una seconda volta o più, sostenere i figli nella loro crescita, affrontare l’età che avanza e i figli che lasciano la famiglia, il momento del pensionamento.

La terapia di coppia può essere di aiuto anche quando i componenti di una coppia si rendono conto che sono sorte importanti divergenze tra loro, conflitti che non permettono di vivere serenamente la quotidianità, falle nel dialogo e nella comunicazione, difficoltà sorte nel mondo del lavoro che entrano prepotentemente a disturbare gli equilibri familiari.

Succede che i componenti della coppia, pur essendo molto motivati ad andare avanti, volendo salvaguardare il loro legame e magari proteggere i figli, riconoscono di non farcela a superare questo momento da soli, ma di aver bisogno di un aiuto esterno e professionale. Allora si rivolgono a chi è in grado di fornirglielo, e la terapia di coppia diventa senz’altro uno strumento efficace.

Il terapeuta che si occupa di coppie di solito appartiene alla scuola di pensiero relazionale sistemica, e lo scopo della terapia non è solo risolvere e superare “quel” problema, ma aiutare le persone ad essere più consapevoli di ciò che sta succedendo alla luce del loro modo di stare nella relazione, riconoscere di possedere altre risorse e capacità, imparare ad utilizzarle per vivere il proprio legame affettivo sicuramente più gratificante e anche costruttivo. Una coppia è in costante divenire, il cambiamento è continuo, non ci si ritrova mai nel tempo la stessa persona che si è sposata! Imparare a vedere senza paura che non ci si è congelati il giorno che ci si è conosciuti, ma che si è cresciuti e cambiati insieme ci fa vedere con allegria, serenità e tenerezza una vecchiaia in coppia, nel mondo di oggi purtroppo sempre più rara.

 

Pensi di aver bisogno di una terapia di coppia? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

E per una prima risposta fai il nostro test gratuito sul rapporto di coppia: in poche domande avrai il nostro feedback!

 

Mettiamo la psicologa Marzia Del Monte.... sul lettino

by Redazione Psicologo360 8. settembre 2011 13.07

 

 Conosciamo un pò di più la dott.ssa Marzia Del Monte

 Qual è la tua specializzazione? Sono una psicologa dell'età evolutiva, formata anche sull'età adulta. Esperta in counseling, lavoro con bimbi, con famiglie e soprattutto con giovani adulti e adolescenti, opero tramite consulenze online ma anche tramite sedute tradizionali. Offro valutazioni cliniche sostegno e supporto psicologico nei momenti critici vitali individuali e di coppia.

 

Meglio la vita di coppia o quella da single? Dipende da cio' che si vuole, dalla personalità, si può stare benissimo da single o in coppia, l'importante è starci bene dentro e sentirsi realizzati.

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...). Di fallimenti veri e propri non ne ho ancora sperimentati ma questo perchè non credo nel termine fallimento, credo più nei momenti di difficoltà che ci sono per ognuno di noi nella vita, l'importante è rialzarsi e lottare per una dimensione migliore e più appagante. Il mio più grande successo?

L'essere riuscita a coniugare vita personale, lavoro, famiglia , e stare bene con me stessa dedicando tanto tempo alle persone che ne hanno bisogno. Fare ciò che ho sempre desiderato fare. Aiutare le persone a stare meglio.

 

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Dipende dai periodi,  di tutto un po' ...perchè no? A volte preferisco isolarmi e leggere, altre volte un film leggero.

 

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Molto buono ,mi piace il progresso.

 

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Si sono iscritta su Facebook, per comunicare con parenti e amici lontani e vicini .

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Diciamo che amicizie reali possono diventare via via virtuali ma può succedere anche che amicizie virtuali possano diventare reali approfondendo la conoscenza e decidendo per un contatto visivo e fisico, incontrandosi nel mondo reale creando vere amicizie e veri rapporti umani.

 

Essere felici per te significa...? Stare bene con se stessi, perseguire sogni ed obbiettivi in cui si crede, a cui non si rinuncia , capire che la vita è una sola ed apprezzare le cose che abbiamo e le persone che ci sono vicine.

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Marzia Del Monte

 

 

Commenti recenti

Comment RSS

Psicologia e Letteratura