Affidamento dei figli: cosa prevede la legge italiana

by Dott.ssa Valeria Cani 4. dicembre 2011 19.11

 

L’affidamento dei figli dopo una separazione prevede oggi l’affido condiviso come punto di partenza. Questa legge è entrata in vigore nel marzo del 2006. In passato l’affido dei figli era all’85% esclusivo della madre, e al padre restava un ruolo marginale e poco coinvolto nel legame col figlio; nel 12% dei casi era un affido congiunto, dove nessun genitore veniva escluso purchè ognuno dei due lo chiedesse.

L’affido condiviso tutela in primo luogo i legami dei figli, legami affettivamente profondi quelli con la madre e il padre, non più coniugi fra loro, ma sempre genitori nei confronti della prole; tutela gli interessi dei minori, interessi morali e materiali, il loro mantenimento e cura, la loro istruzione e la loro educazione.

Si parla quindi di diritti del bambino e non più di diritti del genitore nei confronti del figlio. Ogni decisione che riguarda i figli deve essere presa da madre e padre di comune accordo. In questo modo viene sancito il principio di bigenitorialità: i figli hanno e mantengono il diritto stabile e continuativo di essere figli di due genitori.

affidamento figli

L’organizzazione di tempi, modi e misure concrete del vivere quotidiano tra genitori separati e i loro figli viene lasciata al giudice che prende atto e valuta qualsiasi accordo avvenuto tra genitori in proposito dei figli.

Nell’affidamento condiviso è previsto che il minore possa esprimere la propria opinione sui provvedimenti che lo riguardano e che un percorso di mediazione familiare possa essere di aiuto negli accordi tra gli ex coniugi. Emotivamente provati da una separazione, genitori e figli affrontano un percorso senz’altro difficile, e perché il senso di fallimento come coppia e come famiglia non pervada anche sul rapporto tra genitore e figlio, il sostegno psicologico è sicuramente una via percorribile sia dai genitori che dai figli, sia come famiglia sia individualmente.

Il vuoto e il senso di smarrimento inevitabilmente provato dai componenti di un nucleo familiare che si disgrega può essere contenuto, supportato e superato con l’aiuto di uno specialista in rapporti di coppia, legami familiari, relazioni tra figli e genitori.

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Bigenitorialità e affido condiviso: tutela legale e psicologica dei figli

by Dott.ssa Valeria Cani 4. agosto 2011 11.28

Da qualche anno in Italia la legge sancisce il principio di bigenitorialità per i figli di coppie separate anche non sposate. Ciò significa che i figli hanno il diritto di vivere con ciascuno dei due genitori in modo equilibrato e i genitori mantengono in egual misura l’esercizio della potestà sui figli. L’unica limitazione dell’affido che può essere messa in atto rispetto a questa legge è nel caso uno dei due genitori abbia un comportamento che sia contrario all’interesse del bambino, per ciò ne verrà limitata la frequentazione, ma non la potestà. Troppo spesso si assiste ancora oggi a comportamenti di genitori affidatari che strumentalizzano i figli per rivalersi sull’ex coniuge ricattandolo per ottenere un aumento del mensile attraverso minacce di non vedere più i figli o peggio che screditano agli occhi dei figli la figura del genitore non presente.

Dal punto di vista psicologico nella lettura di questa legge il vero interesse sta nell’equilibrio delle relazioni che può mantenere il figlio rispetto a tutti e due suoi genitori, perché in questo modo viene salvaguardata la qualità del rapporto figlio-genitore ancora e sempre esistente indipendentemente dal rapporto di coppia che ormai non esiste più in persone separate.

È il minore che viene tutelato, il tempo che trascorre con papà e mamma, viene protetto ciò che ciascuno dei due genitori può e deve trasmettere al figlio all’interno di un progetto educativo che deve continuare ad essere condiviso nonostante questa famiglia non sia più unita nel rispetto di tutti i legami affettivi significativi che i figli hanno o stanno costruendo nella loro crescita. Un breve valido supporto psicologico che possa sostenere i genitori che non sono più coppia ma sempre genitori è consigliabile nell'interesse del bambino che attraversa in prima persona un’esperienza traumatica e dolorosa insieme alla sua famiglia.

Il compito del genitore durante la separazione diventa difficile tre volte, perché non solo si trova a dover gestire la sofferenza per sé, ma si trova ad  affrontare un contesto di sofferenza per il figlio e tutto questo senza la presenza e il sostegno dell’altro genitore. Lo psicologo seguirà i genitori nell’accettazione di una nuova condizione che, seppur “creata” da uno dei due o da entrambi, fa paura, come tutte le situazione nuove che dobbiamo affrontare nella vita. Il dolore della separazione viene vissuto da tutti i componenti della famiglia, e il dolore per essere affrontato e superato deve innanzitutto venire accolto. Il consiglio che darà lo psicologo ai genitori è quello di parlare ai figli con sincerità e con autenticità, esprimendo il loro dispiacere e la loro preoccupazione nei modi e con le parole adeguate all’età del bambino. L’ascolto dei figli sarà altrettanto importante, lo psicologo potrà sostenere e attivare il genitore in un ascolto del vissuto del figlio che viene espresso coi comportamenti, i disegni, i silenzi, le espressioni.

 

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