Il Bullismo

by Marzia Benvenuti 17. luglio 2012 11.35

Il bullismo è un fenomeno sempre di più in crescita e spesso questi atti sono stati oggetto di fatti di cronaca italiana.

Il bullismo sta indicare atti di violenza perlopiù in ambito scolastico, nel periodo pre-adolescenziale e adolescenziale. Spesso viene confuso con i normali conflitti tra coetanei, ma il bullismo è qualcosa di più di un normale litigio, si tratta di una vera e propria forma di prepotenza continuativa e ricorrente caratterizzata anche da violenza fisica, la cui vittima vive la situazione in modo angosciante, in quanto perseguitata da parte di uno o più compagni.

 

 

Alcune azioni possono essere perlopiù di natura offensiva, come il continuo sbeffeggiamento o minaccia, altre volte con veri e propri attachi di violenza fisica, come calci, pugni, con il solo e unico scopo di emarginazione e di esclusione dal gruppo.

Colui o colei che è vittima di questo fenomeno si sente oppresso, vive la situazione con estrema tensione, e questo va a influenzare la famiglia, la scuola e altre situazioni sociali. Infatti le conseguenze del bullismo se sottovalutate possono rivelarsi anche irreparabili, in quanto il danno per l'autostima della vittima tende a mantenersi nel tempo inducendo così la persona a perdere fiducia in se stessa e nelle proprie relazioni sociali, che con il tempo possono essere causa di depressione. Inizialmente la vittima può riportare conseguenze a breve termine caratterizzate perlopiù dalla presenza di sintomi fisici come: mal di stomaco, mal di testa o dalla presenza di sintomi psicologici come disturbi del sonno, incubi, ansia, o difficoltà di concetrazione, un calo nel rendimento scolastico e con conseguente riluttanza nel andare a scuola. D'altro canto ci sono anche conseguenze a lungo termine, esiste il rischio di una possibile insorgenza di depressione,ansia, fobie sociali, così come di un disturbo post traumatico da stress, e in casi gravi sfociare in atti suicidari.

Purtroppo il bambino o la bambina che subisce tale fenomeno spesso nasconde il tutto sia alla famiglia che alla scuola, sia per paura di possibile ritorsioni da parte del bullo, ma anche per vergogna per quello che sta vivendo.

Ciò che è importante fare, è intervenire subito a i primi segnali di prepotenza, supportare le famiglie e le vittime con tecniche di assertività e terapie dinamiche familiari.

Se sei un genitore e stai affrontando questo problema puoi rivolgiti per una consulenza agli esperti di psicologo360.it.

 

 

Settembre: come affontare il rientro a scuola dei nostri figli

by Dott.ssa Valeria Cani 26. settembre 2011 09.45

Come ogni settembre ricomincia la scuola. L’impegno, gli orari, la novità per chi comincia o che cambia scuola, le condizioni in cui si trova la scuola italiana oggi, sono elementi che possono rappresentare fonte di stress per bambini e ragazzi, ma anche per i  genitori.

I problemi non tardano a presentarsi. “Non voglio andare a scuola!”  magari urlato piangendo appena alzato o durante il tragitto tra casa e scuola, spesso non è solo un capriccio del bambino. Ancora una volta si chiede all’attenzione del genitore uno sforzo per ascoltare e osservare cosa c’è dietro quel comportamento del bambino. Spesso si tratta solo di mancanza di abitudine: finite le vacanze, dopo tre mesi di gioco, genitori e nonni a disposizione e tempo passato all’aria aperta, il bambino non è abituato agli orari, all’impegno, alla frequenza scolastica.

Cerchiamo allora di introdurlo gradatamente a questa routine, magari regolando gli orari gioco-sonno. Un buon metodo per aumentare la sua motivazione alla frequenza scolastica è coinvolgerlo attivamente nei preparativi per la scuola, la scelta e l’acquisto di zaino, diario, astuccio rendono il bambino protagonista del suo mondo-scuola. Per ridurre la sua ansia raccontiamo al bambino cosa succederà durante le giornate nella scuola: il bambino sarà preparato e non si farà cogliere dalla paura di una novità cosi grande nella sua vita.

ritorno a scuola

Ci sono poi i compagni, amici inseparabili o fonte di disagio scolastico. Spesso il bambino fatica a raccontare cosa “subisce” a scuola da parte dei compagni, ma episodi di bullismo sono sulle cronache oramai quotidiane: senza creare immediato allarmismo, il genitore attento al comportamento o alle parole del figlio riuscirà ad affrontare il problema creando una rete con gli insegnanti, gli altri genitori e magari uno psicologo esperto. Il bambino con difficoltà di apprendimento - i campanelli di allarme “dislessia” e “disgrafia” oggi suonano forse troppo presto - spesso va solo seguito un po’ di più nei suoi interessi e nelle sue inclinazioni, va aiutato ad esprimersi, relazionarsi e ad avere un po’ più stima di se stesso.

Il dialogo, l’ascolto e la comprensione tra genitori e figli aiuta ad affrontare insieme in modo partecipe e sereno la scuola e anche la vita.

Per approfondimenti su questi temi contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!

Cos'è il Bullismo?

by Redazione Psicologo360 19. luglio 2011 11.47

 Il bullismo è una serie di azioni moleste, ostili, volontarie, ripetute nel tempo aventi lo scopo di danneggiare.

Accade quando tra due o più ragazzi si evidenziano una forte diversità e uno squilibrio nella relazione, nei comportamenti, nei gesti, nelle parole. 

Il bullismo può essere considerato come una sottocategoria del comportamento aggressivo con tratti distintivi di intenzionalità perché mira deliberatamente ad offendere, arrecare danno e disagio ad un’altra persona; caratteristiche di persistenza nel tempo; caratteristiche di asimmetria di potere perché nella relazione il bullo è più forte e la vittima più debole e incapace di difendersi. Il bullismo può assumere diverse forme: fisiche, che significa colpire con pugni e calci, appropiarsi o rovinare gli oggetti personali di qualcuno; verbali, cioè deridere, insultare, offendere, minacciare, prendere in giro, dire affermazioni per discriminare; indirette, cioè diffondere pettegolezzi e falsità, escludere qualcuno dal gruppo.

 

 

Contatta i nostri esperti di bullismo:

 

Dott.ssa Valeria Cani

Dott.ssa Monica Dellupi

 

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