Mettiamo la Psicologa dott.ssa Mariagiovanna Latrofa... sul lettino!

by Redazione Psicologo360 23. gennaio 2012 12.43

 

Conosciamo un po’ di più la dott.ssa Mariagiovanna Latrofa

Qual è la tua specializzazione?

Sono laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Torino. Attualmente sto conseguendo la mia specializzazione in Psicoterapia per l’individuo, la coppia e la famiglia. Ho maturato esperienza nel sostegno psicologico rivolto ad adolescenti, adulti in condizione di forte stress e genitori in difficoltà. Attualmente mi occupo di autismo e presto il mio servizio all’interno di un Consultorio Familiare di Torino. Oltre a ciò, lavoro in uno Spazio Famiglia dove il mio compito è di facilitare, attraverso il gioco, la relazione genitori-figli.

 

 

Meglio la vita di coppia o quella da single?

Non esiste una risposta universale a questa domanda; credo infatti che ognuno possa trovare il suo equilibrio sia da solo, sia condividendo la propria vita con un partner.


Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...)

Il più grande successo è sicuramente quello di aver raggiunto dei traguardi importanti in breve tempo; sento invece come fallimento il fatto di essermi persa, lungo questo tragitto, pezzi importanti del paesaggio.


Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno?

Personalmente, meglio un film seguito magari da otto ore di sonno ristoratore.


Che rapporto hai con Internet e con le nuove tecnologie?

Ottimo, le utilizzo quotidianamente e trovo che siano di aiuto (a volte addirittura indispensabili) per la mia vita.


Sei iscritta a facebook o a google+?

Sono iscritta a facebook perché mi offre grandi opportunità di rimanere in contatto con persone e realtà molto lontane nello spazio.


Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale?

Credo che i Social Network siano diventati a pieno titolo agenzie di socializzazione grazie alle quali fare nuove amicizie e mantenere quelle vecchie. Etichettarle come reali o virtuali non è un’operazione che possiamo fare dall’esterno; piuttosto dobbiamo chiederci di volta in volta quanto queste relazioni siano sane e contribuiscano al benessere reale della persona e quanto invece siano basate su una costruzione falsa dell’identità.

 

Essere felici per te significa...?
Sentirmi bene con me stessa e con chi mi sta intorno.

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Mariagiovanna Latrofa

La separazione coniugale

by Dott.ssa Valeria Cani 6. dicembre 2011 15.21

La separazione di due coniugi è la cessazione del loro vivere insieme perché vengono a mancare le caratteristiche di accordo, serenità, compatibilità.

Con la separazione finiscono gli obblighi di coabitazione e di fedeltà, finisce la comunione dei beni. Ma la separazione non è la fine della famiglia: occuparsi del coniuge più debole, mantenere, istruire educare la prole proseguono anche dopo la separazione.

La separazione può essere reale, oppure di fatto, cioè si può interrompere la convivenza senza formalità, senza presentare documenti o anche continuando a  condividere l’abitazione, ma senza condividere la vita.

Altra caratteristica della separazione è la transitorietà, per cui uno è stato provvisorio che lascia spazio a diversi risvolti, tra cui la riconciliazione. Questo dice la legge italiana.

Emotivamente che succede? Separarsi significa ridefinire la famiglia e ognuno dei suoi componenti, significa spesso perdita della libertà decisionale, è un esterno che dà le direttive economiche e i tempi di gestione della famiglia, soprattutto dei figli.

 

 

Separarsi vuol dire perdere o subire la perdita dell’unità, della forza e del sostegno della famiglia. Perdere lo status è un cambiamento che genera paura, la paura genera difesa e la messa in moto di tutti questi meccanismi emotivi non giova a nessuno, anche se la separazione è preferibile a una convivenza in totale disaccordo.

La gestione dell’emotività viene lasciata a se stessi, spesso chi si separa  si sente solo e fragile sia nella posizione di coniuge, sia in quella di figlio di genitori separati. Il sostegno di uno psicologo – terapeuta esperto di coppie, conflittualità coniugali e rapporti con i figli, diventa un buon punto di appoggio anche per un consiglio o un’informazione, sia per coppie in fase di separazione sia per i loro figli, per continuare a vivere serenamente con se stessi e fare parte anche di una “famiglia separata” come nuovo punto di partenza.

 

Se stai affrontando una separazione dolorosa o più semplicemente desideri approfondire questa tematica contatta lo staff di Psicologo360.it

 

 

 

Il corteggiamento nella vita reale e virtuale

by Redazione Psicologo360 18. novembre 2011 12.14

Cos'è il corteggiamento? Difficile trovare una risposta semplice ed esaustiva!


Wikipedia lo definisce così :”un insieme di strategie atte a sedurre e incantare una donna.in generale qualsiasi forma di attenzione che possa far innamorare una persona. In epoche recenti anche le donne hanno iniziato a corteggiare gli uomini mentre un tempo si trattava di prerogativa assolutamente maschile.”

E' il più importante momento della seduzione , dell'inconscia o conscia scelta del possibile partner: un'arte dimenticata o reputata antiquata!
Eppure nell'era dei social network possiamo ritrovarla seppur modificata tra i tasti di un computer ,all'interno delle chat room o semplicemente nell'invio di immagini o frasi dedicate postate in bacheca !

Certamente il corteggiamento nella vita reale richiede tempo e pazienza : si corteggia non per forzare la volontà dell'amata o dell'amato , ma per convincere che l'uomo  o la donna a cui fa battere il cuore è  il più affidabile il più sorprendente il più brillante e vincente  di tutti o di tutte e in questo sporadico periodo si cerca di far brillare i lati migliori della propria personalità e del proprio carattere .
Non dimentichiamoci che questa “parentesi” della vita coinvolge non solo la mente, i pensieri , ma anche l'aspetto fisico che dovrà apparire nel suo massimo splendore e nella sua massima cura estetica .

L'esito di questo massimo coinvolgimento psicofisico , nonostante richieda  costanza ed impegno ,non è sempre garantito! L'arte nel corteggiare , la partecipazione  psicologica e fisica che ne consegue , man mano nei tempi , è andata scemando quasi ormai a rasentarne l'estinzione!

corteggiamento

 

Complice di tale  abbandono forse è la paura di disperdere il nostro tempo o la smania di ottenere con il minimo sforzo il maggior risultato oppure il semplice pensiero che  se la persona non ci dimostra subito ed immediato interesse sarebbe meglio cercarne un'altra!
 
Il mettersi in gioco , dedicare del tempo alla ricerca del modo in cui la singola persona avrebbe il piacere di essere corteggiata o riflettere sul come a noi piacerebbe corteggiarla , o semplicemente la paura di affrontare un rifiuto , ha relegato il corteggiamento come una caratteristica generazionale vetusta e oltremodo romantica .

La convinzione frettolosa che è uno sperpero del nostro prezioso tempo che avremmo potuto occupare in modo maggiormente remunerativo dal punto di vista personale ha fatto apparire , forse , più semplice e più diretto e con meno implicazioni emozionali  il  corteggiare “virtualmente”.

Cerchiamo sommariamente e semplicemente di osservarne le modalità , le differenze e le eventuali modalità temporali  ed “energetiche” mettendole a confronto .

Nella realtà si intravede una persona che ci attrae,  molte volte si ritrova nella cerchia di amici, sul posto di lavoro o in ambienti da ambedue frequentati.

 

Nel virtuale si intravede una foto, il suo profilo è può essere una condivisione di contatto con quelli che noi già abbiamo nel nostra rete di collegamenti.

Nella realtà si  si osserva e si cerca di fissare  un appuntamento. Nel virtuale si osserva il profilo e si dimostra interesse cercando di chattare con la persona prescelta .

Nella realtà  ci si accorge quasi subito se la persona potrebbe essere interessata a noi, nel virtuale saremo un po' più cauti...vengono mancare il contatto fisico diretto quali quello visivo ed uditivo.

 

L'incontro reale avviene solitamente in un luogo pubblico, nel virtuale viene proposto di chattare privatamente.

Nell'incontro pubblico si chiacchera liberamente ed anche il corpo esprime approvazione o diniego: entra in gioco la comunicazione non verbale fatta di piccoli gesti e posture.
Nel virtuale se le chiacchere non deludono si può passare all'incontro telefonico...o continuare via mail.

Nella realtà se il corteggiamento e l'incontro è stato gradito da ambedue le parti ci sarà almeno un riscontro positivo o tramite una telefonata o sms .

 

Nel virtuale se abbiamo approfondito la conoscenza  arriva il momento del primo incontro reale!

Se questo non ha deluso le premesse immaginate e non abbiamo “barato” nel raccontarci è arrivato il momento  di cercare di trasformare una conoscenza “on line” in relazione  reale :
bisogna passare molto tempo insieme e...forse far riferimento al primo passo del corteggiamento che avremmo dovuto mettere in pratica nella vita reale!

Forse, non tutto quello che ci appare semplice e meno coinvolgente emotivamente è sempre una scorciatoia per non farci “perdere” tempo e rende immuni dalle piccole frustrazioni del diniego...ne allontana solamente nel tempo!

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla psicologia del corteggiamento contatta subito la nostra esperta Dott.ssa Barbara Orso cliccando sul link precedente!

Mettiamo la Psicoterapeuta Graziella Langialonga .... sul lettino!

by Redazione Psicologo360 20. ottobre 2011 13.10

 

Conosciamo un pò di più la dott.ssa Graziella Langialonga

Qual è la tua specializzazione? Sono psicologa e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico.

Mi sono laureata a Padova e successivamente specializzata a Milano in una scuola di psicoterapia ad orientamento analitico per il trattamento di adolescenti e adulti (Area G).

Attualmente sto frequentando un master in mediazione familiare.

Meglio la vita di coppia o quella da single? Come in ogni situazione ci sono i pro e i contro.

Credo che si possa stare bene da soli o con un’altra persona a patto che sia una scelta e non una situazione che si vive passivamente o che si subisce.

Lo stato di sofferenza o malessere nasce se non c’è corrispondenza fra lo stato in cui una persona si trova (single o in coppia) e quello in cui desidererebbe trovarsi (single o in coppia).

Personalmente penso che lo stare in coppia sia un punto d’arrivo per vivere un’esperienza di maggiore completezza.

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...). Mi riesce difficile pensarla in questi termini. In ogni situazione della mia vita vivo momenti di difficoltà e di realizzazione. Ogni volta ci si rimette in gioco su ogni fronte.

Kopp in un suo libro (“Se incontri Buddha sulla tua strada uccidilo”) scrive che “Ogni soluzione genera nuovi problemi”. All’inverso ogni situazione di fallimento o di crisi può diventare una risorsa. Nella mia vita queste situazioni le vivo soprattutto nella relazione con le mie figlie e con i miei pazienti.

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Per riposarsi otto ore di sonno filato. Per rilassarsi un film o un romanzo, a patto che siano rilassanti! Mi rilasso anche correndo o andando in bicicletta. Modi più efficaci per rimanere da soli con se stessi.

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? “Arranco”!Inevitabile non confrontarsi però ai giorni nostri. Non sono un’amante della tecnologia, la uso perché serve. Paradossalmente trovo che si perda un sacco di tempo.

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Sono iscritta a fb.

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? L’amicizia è l’amicizia! Una volta esisteva l”amico di penna”, forse il prototipo dell’amico virtuale!.

I nuovi mezzi di comunicazione ci costringono a rivisitare e rielaborare molti dei concetti che davamo per scontati. Perché no, anche un’amicizia virtuale può essere importante.

Anche se rimango ancorata ad un concetto di amicizia più tradizionale (quattro chiacchiere davanti ad una pizza!) o perlomeno, un’amicizia che inizia in modo virtuale mi piacerebbe pensare che poi possa passare ad un altro livello.

 

Essere felici per te significa...? Difficile..! E’ una condizione frutto sia delle situazioni dell’ambiente esterno che delle situazioni che si vivono all’interno.

Stare bene con se stessi è necessario ma non sufficiente.

Nella vita di ognuno accadono cose che mettono in crisi gli equilibri e il benessere personale  (lutti, licenziamenti, perdite, catastrofi naturali, separazioni…) che non sempre creiamo noi o dipendono da noi.

Direi che di momenti di felicità si può parlare quando si sta bene con se stessi in combinazione con una situazione di tranquillità nella vita quotidiana.

Aggiungerei che la felicità è legata anche all’aver stabilito nella propria vita dei rapporti affettivamente significativi con le persone importanti per noi (partner, figli, genitori, amici…) su cui poter contare nei momenti difficili e con cui condividere i momenti di felicità.

 

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Mettiamo la Psicologa Laura Ciccarelli... sul lettino

by Redazione Psicologo360 14. ottobre 2011 18.33

 

Conosciamo un pò di più la dott.ssa Laura Ciccarelli

Qual è la tua specializzazione? Offro consulenza psicologica a individui, coppie, famiglie. Aiuto la persona potenziando le sue risorse e cercando una modalità di comunicazione efficace con chi la circonda. Mi occupo anche di sostegno psicologico ai neo-genitori e ai genitori di bambini prematuri, che spesso devono affrontare da soli un’esperienza emotivamente molto impegnativa.

Meglio la vita di coppia o quella da single? A me piace condividere le emozioni, quindi per il mio carattere è meglio la vita di coppia, anche se alcune volte richiede dell’impegno.

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora…) Non saprei dire quale sia stato il più grande successo, ma sicuramente ho avuto e ho tante soddisfazioni! Per quanto riguarda il fallimento, forse il non avere valorizzato adeguatamente il mio lavoro quando ero più giovane, lasciando che altri si appropriassero di meriti che erano miei. Ma, appunto, ero più giovane!

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Meglio una serata di risate con gli amici, almeno ogni tanto. Altrimenti, libro e poi sonno.

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Di internet non potrei fare assolutamente a meno: riesco a staccarmene per giorni solo in vacanza.

Sei iscritto a facebook o a google+? No. Preferisco la posta elettronica e Skype. Altrimenti, vedersi di persona se possibile.

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Penso che i più fortunati riescano a passare da molte amicizie virtuali a qualche amicizia reale. I social network, però, sono anche un modo per coltivare amicizie reali con persone lontane.

Essere felici per te significa...? La felicità è qualcosa di molto complesso e personale: ci sono tanti modi di essere felici e tante diverse sfumature di felicità. Per me è riuscire a realizzare un sogno, ma anche stare in un bel posto, circondata da persone che amo e con le quali mi sento a mio agio.

 

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Che cos'è il mobbing familiare - genitoriale

by Redazione Psicologo360 26. settembre 2011 10.37

Il mobbing familiare è una pratica di pressione e opposizione praticata all’interno delle dinamiche di relazione, sia coniugali che appunto famigliari.  In genere è finalizzata alla delegittimazione (o svalutazione) di uno dei due coniugi (o genitori) e alla continua, invisibile ma tangibile sua estromissione dai processi decisionali, che riguardano la famiglia in genere, o nello specifico l’educazione dei figli.

Il mobbing familiare o genitoriale più frequente è quello che coinvolge le famiglie separate e viene messo in pratica da parte del genitore affidatario nei confronti di quello non affidatario, al fine di spezzare il legame genitoriale nei confronti dei figli.

mobbing familiare genitoriale

Ci sono recenti studi e ricerche, uno su tutti quello dell'Osservatorio Permanente Interassociativo sulla Famiglia e Minori dell'Istituto degli Studi Giuridici Superiori o come quello dell'Osservatorio della Federazione Nazionale per la Bigenitorialità che hanno messo in evidenza questo particolare tipo di mobbing, ormai definito e delineato. Un mobbing e un atteggiamento che sta diventando sempre più frequente nelle relazioni coniugali contraddistinte da una intensa conflittualità, anche prima della separazione o in stato di continua relazione, seppur dominata da scontri.

In molti casi, il mobbing familiare si manifesta attraverso una serie di strategie "persecutorie" e continue da parte di uno dei coniugi nei confronti dell'altro coniuge, proprio per costringere quest'ultimo a lasciare la casa divisa con lui/lei, o ad acconsentire facendolo arrivare, ad esempio, a una separazione consensuale, pur di chiudere rapporti coniugali fortemente conflittuali e di uscire da uno stato di tensione e di pressione insostenibile.

Per approfondimenti su questi temi contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!


Terapia di coppia: un valido supporto psicologico per vivere serenamente in due

by Dott.ssa Valeria Cani 12. settembre 2011 16.44

Per terapia di coppia si intende un percorso terapeutico che ha lo scopo di sostenere i componenti della coppia stessa quando questi incontrano e diventano consapevoli di un problema nella loro vita insieme e desiderano affrontarlo insieme a un terapeuta per superarlo. I momenti critici per una coppia possono concretizzarsi in uno dei passaggi fondamentali del loro percorso di vita: l’essere fidanzati poi coniugi, diventare genitori o non riuscire a diventarlo per problemi di infertilità, diventare genitori una seconda volta o più, sostenere i figli nella loro crescita, affrontare l’età che avanza e i figli che lasciano la famiglia, il momento del pensionamento.

La terapia di coppia può essere di aiuto anche quando i componenti di una coppia si rendono conto che sono sorte importanti divergenze tra loro, conflitti che non permettono di vivere serenamente la quotidianità, falle nel dialogo e nella comunicazione, difficoltà sorte nel mondo del lavoro che entrano prepotentemente a disturbare gli equilibri familiari.

Succede che i componenti della coppia, pur essendo molto motivati ad andare avanti, volendo salvaguardare il loro legame e magari proteggere i figli, riconoscono di non farcela a superare questo momento da soli, ma di aver bisogno di un aiuto esterno e professionale. Allora si rivolgono a chi è in grado di fornirglielo, e la terapia di coppia diventa senz’altro uno strumento efficace.

Il terapeuta che si occupa di coppie di solito appartiene alla scuola di pensiero relazionale sistemica, e lo scopo della terapia non è solo risolvere e superare “quel” problema, ma aiutare le persone ad essere più consapevoli di ciò che sta succedendo alla luce del loro modo di stare nella relazione, riconoscere di possedere altre risorse e capacità, imparare ad utilizzarle per vivere il proprio legame affettivo sicuramente più gratificante e anche costruttivo. Una coppia è in costante divenire, il cambiamento è continuo, non ci si ritrova mai nel tempo la stessa persona che si è sposata! Imparare a vedere senza paura che non ci si è congelati il giorno che ci si è conosciuti, ma che si è cresciuti e cambiati insieme ci fa vedere con allegria, serenità e tenerezza una vecchiaia in coppia, nel mondo di oggi purtroppo sempre più rara.

 

Pensi di aver bisogno di una terapia di coppia? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

E per una prima risposta fai il nostro test gratuito sul rapporto di coppia: in poche domande avrai il nostro feedback!

 

Mettiamo la psicologa MariaCristina Rebay.... sul lettino

by Redazione Psicologo360 1. agosto 2011 18.09

Conosciamo un pò di più la dott.ssa MariaCristina Rebay

Qual è la tua specializzazione? Sono una psicologa clinica con specializzazione in psicoterapia ipnotica. Mi occupo soprattutto di patologie e disturbi d'ansia, panico, disturbi dell'umore, disordini del comportamento alimentare (anoressia, bulimia ed iperfagia), problemi infantili, adolescenziali e  scolastici  e problematiche di coppia e della sfera sessuale.

 

Meglio la vita di coppia o quella da single? Per come la vedo io di gran lunga meglio la vita di coppia, in due si sta meglio , ci si completa, confronta, si impara ad essere meno egoisti e se si è fortunati  si impara cosa significa la parola amore, quello vero, quello condiviso e progettuale...siamo nati per stare in due insomma.

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...). I miei più grandi successi si chiamano Filippo e Maria Vittoria e sono la cosa più straordinaria che io abbia realizzato  nella mia vita, senza di loro tutto perderebbe di senso.

Il mio più grande fallimento per ora (e spero per sempre) non c'è stato, ma solo piccole grandi cadute da cui mi sono sempre rialzata, con fatica ma rialzata.

 

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Il sonno per me è una necessità, di leggere libri in questo momento della mia vita ho poco tempo, mentre un bel film quando i bimbi dormono è decisamente un bel modo di rilassarsi.

 

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Adoro internet e lo spazio infinito di possibilità che ti offre lavorative e non.

 

Sei iscritto a Facebook o a Google+? Sono iscritta a Facebook che mi aiuta a tenere un sacco di legami che altrimenti avrei perso.

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Dipende da come lo si sa gestire è un mezzo quindi può essere usato bene o male, io come ho detto lo uso per gestire rapporti reali che ci sono già stati e che e' possibile toccare con mano, c'è invece gente che lo usa come surrogato delle relazioni reali e qui si può cadere anche in vari gradi di patologie.

 

Essere felici per te significa...? Ci ho riflettuto proprio da poco, essere felici è quando scopri che la gioia di chi ami è la tua, anzi ancora di più.

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Cristina Rebay

 

Mettiamo la psicologa Simona Capurso... sul lettino

by Redazione Psicologo360 21. luglio 2011 15.53

 

 Conosciamo un po' di più la dott.ssa Simona Capurso

 

Qual è la tua specializzazione? Mi occupo di Selezione del Personale, Formazione, Gestione delle Risorse Umane e Assessment. Seguo inoltre le coppie che affrontano il percorso della Procreazione Medicalmente Assistita.

Meglio la vita di coppia o quella da single? Personalmente preferisco la vita di coppia, anche se più faticosa. Mi piace condividere, fare progetti e pensare al futuro insieme.

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...)? Il più grande successo della mia vita è senza dubbio mia figlia che ogni giorno mi regala emozioni incredibili, è un’iniezione di vita. Come diceva Alessandro Manzoni: “tre cose ci sono rimaste del paradiso: i fiori, le stelle e i bambini”.Il più grande fallimento l’ho avuto quando una persona importante si è mostrata diversa da come pensavo.

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Per rilassarsi sicuramente un buon libro aiuta molto

Che rapporto hai con Internet e con le nuove tecnologie? Internet è sempre più al centro della vita di ognuno di noi. Io lo utilizzo quotidianamente come strumento per comunicare, reperire informazioni e fare ricerche, ma anche per lo sviluppo del mio lavoro. Le nuove tecnologie in genere mi affascinano e cerco di essere sempre aggiornata.

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Sono iscritta a Facebook da qualche anno e lo uso spesso, soprattutto per tenere un contatto con amici lontani e per condividere foto e momenti belli.

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? L’amicizia, quella vera vuole sempre un contatto diretto e concreto con le persone. Il Social Network permette di mantenere viva un’amicizia creata in passato, oppure di entrare in contatto con nuove persone che necessariamente poi bisogna conoscere.

Essere felici per te significa...? La felicità è uno stato d’animo, un’emozione… anche breve, passeggera. Un momento nel quale si apprezza ciò che si ha. Si, secondo me per essere felici bisogna imparare ad apprezzare quello che siamo stati capaci di costruire.

 

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Simona Capurso

 

 

 

IL TEST SUL RAPPORTO DI COPPIA DI PSICOLOGO360

by Redazione Psicologo360 8. luglio 2011 11.27

 

E' stato pubblicato il nuovo TEST di Psicologo360

Il tuo rapporto di coppia funziona? Spesso rivolgiamo a noi stessi questa domanda e cerchiamo di colmare le incertezze cercando risposte alle questioni che ci poniamo. Le domande che compongono il test sono uno spunto di riflessione allo scopo di stimolare considerazioni e valutazioni della tua vita di coppia.

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