Quando l'impotenza maschile è di origine psicologica?

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.16

L'impotenza maschile può essere di origine psicologica? quando tale accezione può dirsi vera o falsa?

Può essere vero, perché la voglia di fare l’amore non è semplicemente la risposta a un impulso sessuale sollecitato dall’attrazione fisica. Ma è alimentata dall’armonia che c’è nella coppia. Si nutre di emozioni, di feeling, di attenzioni, di intimità, di comunicazione profonda. Se questi elementi vengono a mancare, il desiderio erotico spesso ne risente, e la sua mancanza diventa il campanello d’allarme della crisi di coppia.

Impotenza maschile psicologica

E' falso nei casi in cui, pur essendoci armonia fra i partner, la sessualità zoppica. Per esempio, se la donna non raggiunge l’orgasmo o l’uomo soffre di eiaculazione precoce o di disturbi d’erezione il rapporto sessuale non è appagante ma, anzi, è fonte di frustrazione. E, a lungo andare, viene desiderato sempre di meno.

E' falso quando la persona a cui manca il desiderio vive un periodo di stress o di depressione. Il sesso, infatti, è espressione di vitalità: tensioni e disturbi dell’umore non possono fare altro che disturbarne il desiderio.

E' falso quando si assumono alcuni farmaci che, tra gli effetti collaterali, presentano il calo del desiderio. Si tratta di certi tipi di ansiolitici, di antidepressivi, di antiulcera e di betabloccanti utilizzati per curare i disturbi di pressione.

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Impotenza maschile psicologica: sintomi e rimedi

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.12

L'impotenza maschile è un fantasma che spaventa molti uomini, anche coloro i quali non hanno mai avuto problemi di questo tipo o nei casi patologici in cui si parla di infertilità sessuale. Viagra rosa, viagra blu, tantra, pillole miracolose ed olii afrodisiaci: a tutto si ricorre, pur di arrivare al piacere.

Da un’ indagine del Censis sulle abitudini sessuali degli italiani, emerge che 6 uomini su 10 sono preoccupati delle proprie prestazioni, e che 4 donne su 10 lamentano un calo del desiderio. Spesso le cause di questi alti e bassi sono la frenesia e lo stress della nostra quotidianità; stili di vita che comportano sensazioni di stanchezza eccessive, incapacità di lasciarsi andare o addirittura problematiche psicosomatiche.

A parte esperimenti, ritrovati e scoperte, la cosa più ardua da definire, il lato più oscuro del problema non è cosa sia questo benedetto desiderio, quanto il come accenderlo in lui o in lei. Siamo diversi, ormai è assodato, e così sono diverse le tane e le sedi dei nostri palpiti Anche se fare l'amore ultimamente è diventato sempre più complesso, anche se è sempre più raro incontrare qualcuno che dica "sì, lei /lui mi piace ancora da matti e ci faccio bene l’amore", a detta di chi se ne intende è possibile mantenere acceso il desiderio, come la fiammella del tempio della dea Vesta, anche dopo anni.

Per arrivare al piacere dei sensi, bisognerebbe:

1. staccare la testa e la mente dal corpo, cioè ragionare di meno sulle cose che stiamo facendo, e abbandonarsi all’istinto;

2. cercare di immedesimarsi nel partner e provare a capire che cosa gli piacerebbe.

La maggior parte degli uomini considera i preliminari come pratica fondamentale per accendere la fiamma del sesso. Anche a proposito della durata, l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento: ben il 35% degli uomini desidera dedicare almeno 30 minuti a baci, sfioramenti e carezze che precedono il rapporto. Un uomo normale pensa al sesso circa 15 volte al giorno, contro le 10 della donna, ricorre al sesso fai da te 3-4 volte alla settimana (le donne dichiarano 1-2 di media) e dedica quasi 40 minuti alla settimana al porno: film, siti web, video, linee telefoniche hard, sexy shop.

Qualche dato aggiuntivo sul pianeta uomo: su un campione di 500 uomini dai 18 ai 35 anni,intervistati dalla società Archè, l'84% degli signori interpellati ha confessato di preferire un amplesso totale e completo, al posto di altre pratiche anche “spinte”. Sorprese anche per la posizione preferita: il 40% dei ventenni e il 38% dei trentenni ha rivelato di prediligere quella del "missionario". Al secondo posto nella speciale classifica di gradimento c'è quella con lei sopra. Dove volge lo sguardo un uomo la prima volta che vi vede? I gusti variano a seconda dell'età: i ventenni guardano il fondoschiena, i trentenni il seno. Sulla misura del décolleté sembrano essere tutti d'accordo: la taglia preferita è la terza. Resta da scoprire qual è l'indumento intimo che fa impazzire gli uomini: il 34% degli uomini dice di eccitarsi alla vista di un tanga, mentre il 26,7%  vota per un baby doll trasparente stile anni ’50. I trentenni perdono facilmente la testa al cospetto di una calza autoreggente.

Quello che proprio non sopportano gli uomini è che la partner accenda la tv o la sigaretta subito dopo aver fatto l'amore. A proposito, quanto tempo deve durare il rapporto sessuale perfetto? Per il 45% dei ventenni, meno di 20 minuti; per il 53,3%deitrentenni, dai 30 ai 60 minuti.

 

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Infertilità maschile: possibili cause e rimedi

by Redazione Psicologo360 4. settembre 2011 23.27

L'infertilità maschile è una patologia che affligge sempre più uomini al giorno d'oggi molto spesso inconsapevoli di tale deficienza. In passato si riteneva che la mancanza di concepimento dipendesse soprattutto dalla donna e che la responsabilità fosse in un non perfetto apparato riproduttivo femminile. Gli studi condotti negli ultimi anni hanno invece dimostrato che almeno nel 50% dei casi è l’uomo ad avere problemi di capacità riproduttiva. Prova ne è l’incremento progressivo della richiesta di analisi del seme maschile dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Secondo i dati recenti sono quasi cinquemila le richieste annuali di analisi seminali, mentre solo alla fine degli anni ’60 non si arrivava nemmeno a 500 richieste l’anno.

Si può distinguere tra infertilità maschile primaria, quando l’uomo non ha mai avuto figli, e infertilità maschile secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una donna (partner attuale o precedente). In questo secondo caso, normalmente le possibilita’ di recuperare la fertilità sono maggiori rispetto all’infertilità primaria.

infertilità maschile

E’ difficile stimare la percentuale di coppie infertili nel mondo e in Italia, ma secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 10-20% delle coppie nei paesi industrializzati soffre di problemi di fertilità.

Per quanto riguarda in particolare l’infertilità maschile in Italia, gli uomini pur avendo un maggiore senso di responsabilità, nella quasi totalità (90%) non fa prevenzione e non si sottopone a visite dall’andrologo per terapie preventive e cure temporanee.

Un secondo dato preoccupante è che ben la metà degli uomini italiani non si sottopone a visita andrologica nemmeno dopo una diagnosi di infertilità. Anche se l’infertilità maschile diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, si potrebbe già accertare l’eventuale problema in età giovanissima.

Durante la visita di leva, si scopre che il 10-20% dei ragazzi soffre di varicocele. Intorno ai 18 anni, 1 ragazzo su 2 è a rischio infertilità.

La fertilità maschile dipende in gran parte dal numero e dalle caratteristiche degli spermatozoi nel liquido seminale. Se sono del tutto assenti, oppure sono tutti morti o malformati, si parla di sterilità; se invece ci sono spermatozoi sani ma in numero inferiore alla norma, si parla di subfertilità.

Le cause della infertilità sono diverse. Nella maggior parte dei casi all'origine c'e un difetto del testicolo che impedisce la normale produzione di spermatozoi. Può trattarsi di un difetto congenito. Altri difetti possono crearsi con gli anni in seguito ad intossicazioni, alla somministrazione di alcuni farmaci, ad esposizione prolungata a radiazione o alle alte temperature.

La seconda causa in ordine di inportanta è il varicocele, cioè la presenza di una forma varicosa delle vene dello scroto: interferisce con la produzione degli spermatozoi aumentando la temperatura del testicolo interessato.

 

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