Donne e lavoro

by Dott.ssa Valeria Cani 30. aprile 2012 12.49

Il rapporto tra donna e lavoro oggi è vissuto dalla donna stessa come necessità, ma anche come realizzazione di tutte le proprie potenzialità, come emancipazione dalla sfera domestica e arriva ad occupare un posto prioritario rispetto a famiglia, amicizie e vita sociale.

Ma si può vivere per il lavoro dedicandovi anima e corpo sacrificando così una parte della persona che c’è in ogni donna?

La vita affettiva ricopre un ruolo centrale nelle donne, per non parlare del loro duplice-triplice ruolo di casalinga-moglie-mamma. Il vero problema er le donne è conciliare il rispettabilissimo desiderio di carriera e realizzazione professionale con il vantaggio dell’autonomia, con quello di  realizzazione personale, con una vita propria di una Donna con famiglia, figli e casa.

A questo punto è inevitabile il pensiero sulle strutture adatte a ospitare bambini figli di donne lavoratrici, orari adattabili e un po’ di parità così come succede in alcuni paesi del nord Europa.

Ma le donne oggi danno al significato del lavoro una connotazione positiva propria del lavoro stesso: scelgono il part-time, lo vedono come risorsa per fare esperienza, come un modo per essere autonome, una buona fonte di relazioni, una soddisfazione che porta sicurezza e successo.

Trovare il giusto equilibrio tra ritmi personali, ritmi di vita e ritmi di lavoro è auspicabile da chiunque e oggi il mondo del lavoro offre prospettive di suddivisione del tempo più ampie rispetto al passato. Si può lavorare da casa, scegliendo i propri orari, riposarsi per un periodo della propria vita e buttarsi a pesce nella carriera quando è il momento per farlo. L’importante è che il lavoro sia qualcosa considerato importante e utile, ma soprattutto che faccia stare bene in modo gratificante.

In una società che valorizza maggiormente la prestazione e il guadagno occorre trovare qualcosa di adatto a se stessi e concedersi spazi e tempi per essere anche donna e non solo lavoratrice. Avere una buona autostima aiuta sicuramente a conciliare vita e lavoro, essere consapevoli delle scelte che si stanno per compiere facendo anche un bilancio della propria vita per capire meglio quali sono le risorse da utilizzare e le potenzialità da mettere in atto.

Ci sono donne che non riescono ad intraprendere la loro carriera lavorativa perché si sentono frenate psicologicamente. Un’analisi di ciò che impedisce il proprio agire potrebbe essere un valido aiuto all’inizio di una professione. Fissare obiettivi da raggiungere, affrontare i problemi per gradi, capire bene a cosa si sta rinunciando, saper prendere le distanze e non lasciarsi coinvolgere troppo, sapere quanto si vale sono tutti aspetti che contribuiscono a trovare una serena conciliazione tra vita da donna-moglie-mamma e vita da lavoratrice.

 

 

Mettiamo la Psicologa dott.ssa Mariagiovanna Latrofa... sul lettino!

by Redazione Psicologo360 23. gennaio 2012 12.43

 

Conosciamo un po’ di più la dott.ssa Mariagiovanna Latrofa

Qual è la tua specializzazione?

Sono laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Torino. Attualmente sto conseguendo la mia specializzazione in Psicoterapia per l’individuo, la coppia e la famiglia. Ho maturato esperienza nel sostegno psicologico rivolto ad adolescenti, adulti in condizione di forte stress e genitori in difficoltà. Attualmente mi occupo di autismo e presto il mio servizio all’interno di un Consultorio Familiare di Torino. Oltre a ciò, lavoro in uno Spazio Famiglia dove il mio compito è di facilitare, attraverso il gioco, la relazione genitori-figli.

 

 

Meglio la vita di coppia o quella da single?

Non esiste una risposta universale a questa domanda; credo infatti che ognuno possa trovare il suo equilibrio sia da solo, sia condividendo la propria vita con un partner.


Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...)

Il più grande successo è sicuramente quello di aver raggiunto dei traguardi importanti in breve tempo; sento invece come fallimento il fatto di essermi persa, lungo questo tragitto, pezzi importanti del paesaggio.


Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno?

Personalmente, meglio un film seguito magari da otto ore di sonno ristoratore.


Che rapporto hai con Internet e con le nuove tecnologie?

Ottimo, le utilizzo quotidianamente e trovo che siano di aiuto (a volte addirittura indispensabili) per la mia vita.


Sei iscritta a facebook o a google+?

Sono iscritta a facebook perché mi offre grandi opportunità di rimanere in contatto con persone e realtà molto lontane nello spazio.


Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale?

Credo che i Social Network siano diventati a pieno titolo agenzie di socializzazione grazie alle quali fare nuove amicizie e mantenere quelle vecchie. Etichettarle come reali o virtuali non è un’operazione che possiamo fare dall’esterno; piuttosto dobbiamo chiederci di volta in volta quanto queste relazioni siano sane e contribuiscano al benessere reale della persona e quanto invece siano basate su una costruzione falsa dell’identità.

 

Essere felici per te significa...?
Sentirmi bene con me stessa e con chi mi sta intorno.

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Mariagiovanna Latrofa

La separazione coniugale

by Dott.ssa Valeria Cani 6. dicembre 2011 15.21

La separazione di due coniugi è la cessazione del loro vivere insieme perché vengono a mancare le caratteristiche di accordo, serenità, compatibilità.

Con la separazione finiscono gli obblighi di coabitazione e di fedeltà, finisce la comunione dei beni. Ma la separazione non è la fine della famiglia: occuparsi del coniuge più debole, mantenere, istruire educare la prole proseguono anche dopo la separazione.

La separazione può essere reale, oppure di fatto, cioè si può interrompere la convivenza senza formalità, senza presentare documenti o anche continuando a  condividere l’abitazione, ma senza condividere la vita.

Altra caratteristica della separazione è la transitorietà, per cui uno è stato provvisorio che lascia spazio a diversi risvolti, tra cui la riconciliazione. Questo dice la legge italiana.

Emotivamente che succede? Separarsi significa ridefinire la famiglia e ognuno dei suoi componenti, significa spesso perdita della libertà decisionale, è un esterno che dà le direttive economiche e i tempi di gestione della famiglia, soprattutto dei figli.

 

 

Separarsi vuol dire perdere o subire la perdita dell’unità, della forza e del sostegno della famiglia. Perdere lo status è un cambiamento che genera paura, la paura genera difesa e la messa in moto di tutti questi meccanismi emotivi non giova a nessuno, anche se la separazione è preferibile a una convivenza in totale disaccordo.

La gestione dell’emotività viene lasciata a se stessi, spesso chi si separa  si sente solo e fragile sia nella posizione di coniuge, sia in quella di figlio di genitori separati. Il sostegno di uno psicologo – terapeuta esperto di coppie, conflittualità coniugali e rapporti con i figli, diventa un buon punto di appoggio anche per un consiglio o un’informazione, sia per coppie in fase di separazione sia per i loro figli, per continuare a vivere serenamente con se stessi e fare parte anche di una “famiglia separata” come nuovo punto di partenza.

 

Se stai affrontando una separazione dolorosa o più semplicemente desideri approfondire questa tematica contatta lo staff di Psicologo360.it

 

 

 

Mettiamo la Psicologa Rachele Ceschin... sul lettino!

by Redazione Psicologo360 18. novembre 2011 09.22

 

Conosciamo un pò di più la dott.ssa Rachele Ceschin

Qual è la tua specializzazione? Frequento una scuola di psicoterapia ad indirizzo cognitivo- costruttivista basata sulla pratica della consapevolezza (Mindfulness).  L'idea è quella di offrire un supporto attraverso l'utilizzo dei molteplici strumenti che la terapia cognitiva offre, con una modalità di ascolto presente, non giudicante e pienamente consapevole di tutto ciò che entra in gioco quando si è in relazione. In questo momento mi occupo in particolare dell'area dei disturbi del comportamento alimentare presso una struttura pubblica, ma in passato mi sono occupata di minori, coppie e dinamiche familiari (soprattutto quando presente una patologia organica).

Meglio la vita di coppia o quella da single? Single a patto che non sia sinonimo di incompletezza e solitudine, in coppia nel rispetto della libertà di essere due individui unici che cercano un equilibrio tra loro.

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...). ..Vediamo...credo che il più grande fallimento sia non essere riuscita a oltrepassare la soglia del XXI esimo capitolo (della Parte I) di Guerra e Pace (L.N. Tolstoj); il più grande successo forse essere arrivata fino a qui nonostante al corrente remasse un pò contro. A parte tutto penso che per me si tratti di "successo" quando riesco a spingermi un pò oltre i miei limiti e di "fallimento" quando permetto loro di ostacolarmi.

  

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Un week end dove si possa guardare un bel film, dormire almeno 8 ore e passare la domenica, mentre fuori nevica, al caldo, leggendo un buon libro.

 

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie?Piano piano stiamo imparando a conoscerci :-). Anche se con un pò di fatica, cerco di essere sempre aggiornata e di sfruttare le opportunità che questo mezzo di comunicazione ci offre.

 

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Sono iscritta a Facebook da qualche anno e questo mi permette di tenere i contatti con molti amici che vivono lontani da me. Siamo cittadini del mondo e questi mezzi ci permettono di essere tutti, più o meno, "vicini di casa".

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Dal momento che la definizione di virtuale consiste in qualcosa di possibile ma che esiste solo in potenza e non in atto, direi che non esaurisce il rapporto che si crea attraverso il web. Credo che le amicizie possano essere reali anche su Social Network così come sempre di più c'è il rischio che siano virtuali tra persone che si frequentano quotidianamente, la vera differenza la facciamo noi.

 

Essere felici per te significa...?E' una domanda difficile ma credo che per la mia felicità la chiave sia "fare del mio meglio", sempre!

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Rachele Ceschin

 

 

Settembre: come affontare il rientro a scuola dei nostri figli

by Dott.ssa Valeria Cani 26. settembre 2011 09.45

Come ogni settembre ricomincia la scuola. L’impegno, gli orari, la novità per chi comincia o che cambia scuola, le condizioni in cui si trova la scuola italiana oggi, sono elementi che possono rappresentare fonte di stress per bambini e ragazzi, ma anche per i  genitori.

I problemi non tardano a presentarsi. “Non voglio andare a scuola!”  magari urlato piangendo appena alzato o durante il tragitto tra casa e scuola, spesso non è solo un capriccio del bambino. Ancora una volta si chiede all’attenzione del genitore uno sforzo per ascoltare e osservare cosa c’è dietro quel comportamento del bambino. Spesso si tratta solo di mancanza di abitudine: finite le vacanze, dopo tre mesi di gioco, genitori e nonni a disposizione e tempo passato all’aria aperta, il bambino non è abituato agli orari, all’impegno, alla frequenza scolastica.

Cerchiamo allora di introdurlo gradatamente a questa routine, magari regolando gli orari gioco-sonno. Un buon metodo per aumentare la sua motivazione alla frequenza scolastica è coinvolgerlo attivamente nei preparativi per la scuola, la scelta e l’acquisto di zaino, diario, astuccio rendono il bambino protagonista del suo mondo-scuola. Per ridurre la sua ansia raccontiamo al bambino cosa succederà durante le giornate nella scuola: il bambino sarà preparato e non si farà cogliere dalla paura di una novità cosi grande nella sua vita.

ritorno a scuola

Ci sono poi i compagni, amici inseparabili o fonte di disagio scolastico. Spesso il bambino fatica a raccontare cosa “subisce” a scuola da parte dei compagni, ma episodi di bullismo sono sulle cronache oramai quotidiane: senza creare immediato allarmismo, il genitore attento al comportamento o alle parole del figlio riuscirà ad affrontare il problema creando una rete con gli insegnanti, gli altri genitori e magari uno psicologo esperto. Il bambino con difficoltà di apprendimento - i campanelli di allarme “dislessia” e “disgrafia” oggi suonano forse troppo presto - spesso va solo seguito un po’ di più nei suoi interessi e nelle sue inclinazioni, va aiutato ad esprimersi, relazionarsi e ad avere un po’ più stima di se stesso.

Il dialogo, l’ascolto e la comprensione tra genitori e figli aiuta ad affrontare insieme in modo partecipe e sereno la scuola e anche la vita.

Per approfondimenti su questi temi contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!

Mettiamo la psicologa Valeria Cani... sul lettino

by Redazione Psicologo360 21. luglio 2011 11.06

 

Conosciamo un po' di più la dott.ssa Valeria Cani

Qual è la tua specializzazione? Principalmente mi occupo di famiglie con difficoltà, quando il disagio è legato alla relazione all'interno della famiglia, ad esempio coppie in crisi e genitori che hanno problemi coi propri figli o figli che ne hanno con genitori

 

Meglio la vita di coppia o quella da single? Non c'è un "meglio" in assoluto, tutto dipende da come si sta in un certo momento della propria vita. In questo periodo della mia vita mi piace molto la vita di coppia!

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...)? Non c'è "il più grande", sono successi di ogni giorno, portare avanti, provando sempre a migliorare, la vita familiare così come l'attività professionale, allargare il focus e concentrarsi sui progetti. il più grande fallimento sicuramente la fine della prima relazione importante

 

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Direi buoni metodi tutti e tre! Ma il sonno per me è fondamentale

 

Che rapporto hai con Internet e con le nuove tecnologie? Cerco di stare al passo e di imparare, so usare quello che mi serve come mezzo di informazione e comunicazione e anche per il lavoro

 

Sei iscritto a facebook o a google+? A Facebook mi ha iscritto anni fa una mia nipote, lo uso per comunicare con gli amici ed è bellissimo aver "recuperato" vecchie conoscenze

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Se è parallela a una conoscenza effettiva può essere reale, ma riflettendo sul significato di amicizia se non si conosce un proprio contatto rimane proprio solo un contatto

 

Essere felici per te significa...? Viversi in pieno tutto ciò che può capitare in qualsiasi momento che fa battere il cuore, sorridere, brillare gli occhi, emozionarsi, ridere e piangere e dimenticarsi tutto il resto per un istante

 

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Valeria Cani

 

 

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