Fecondazione Assistita, Legge 40/2004 e turismo procreativo

by Dott.ssa Simona Capurso 20. novembre 2011 23.41

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’infertilità coinvolge circa il 15-20% delle coppie che vivono nei paesi industrializzati ed anche in Italia rappresenta un problema di vaste dimensioni.

Sono molte le cause che possono portare la coppia ad avere difficoltà di concepimento e, frequentemente, a ricorrere alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita per poter coronare il loro desiderio di diventare genitori.

La medicina della riproduzione ha permesso di risolvere alcuni problemi di infertilità, aiutando le coppie nel loro progetto generativo.La situazione in Italia ha però subito delle variazione dal 2004, anno in cui è stata approvata la Legge n. 40. Questa Legge regolamenta la materia della Fecondazione Assistita ma pone certamente anche delle restrizioni e dei limiti al suo utilizzo, uniche in tutto il mondo.

fecodazione artificiale

In particolare ciò che non è concesso in Italia riguarda: la Diagnosi pre-impianto, (condizione richiesta da chi è portatore di gravi malattie genetiche), la Fecondazione eterologa, ovvero con ovociti o seme di donatrici/donatore (unica possibilità di concepire qualora nella coppia ci sia una situazione di totale sterilità accertata maschile o femminile) e la crioconservazione degli embrioni, inizialmente vietata e poi invece permessa da una successiva revisione della Legge, perché violava il diritto alla salute della donna.

Per questo molte coppie hanno scelto, negli ultimi anni, di recarsi in paesi europei, generando il cosiddetto turismo riproduttivo. Tra i paesi più gettonati ci sono la Francia, la Spagna e la Svizzera ma, ultimamente, anche la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Grecia che propongono costi decisamente inferiori. 

Un recente studio condotto dall’Eshre (European Society of Human Reproduction and Embryology), in collaborazione con la Società italiana di studi di Medicina della Riproduzione (Sismer) ha fotografato la condizione di turismo riproduttivo mettendo in risalto che il  60% delle coppie italiane che si recano all’estero necessitano di trattamenti vietati in Italia (in particolare la donazione di seme o ovociti e la diagnosi genetica pre-impianto). Il restante 40% invece si rivolge all'estero per eseguire trattamenti leciti nel nostro Paese, ma che credono essere maggiormente efficaci in presenza di una Legge più liberale. Ciò che il mondo medico oggi si aspetta è che si possa arrivare ad una condizione legislativa di maggior tutela per le coppie italiane, affinché non debbano più recarsi in altri paesi.

 

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Il ricorso alla fecondazione assistita: vissuto della coppia e le riflessioni dello psicologo

by Dott.ssa Simona Capurso 7. luglio 2011 11.01

 

 

 

Il desiderio generativo rappresenta uno stadio della crescita umana che parte dalla propria storia affettiva, dai legami di attaccamento, dai tratti di personalità di ciascun individuo, dai valori personali e dal senso dato all’esistenza. La  genitorialità diventa uno spazio psicodinamico che si forma nell’individuo fin dall’infanzia.

A livello psicologico esiste una sorta di “genitore interno” formato da tutte le interazioni con le figure adulte significative che si sono occupate di noi e che determina la predisposizione dell’individuo verso l’essere genitore (Eric Berne, 2000).

Nell’incontro con l’altro l’individuo ripone le proprie aspettative e speranze circa la genitorialità.

La scoperta della propria infertilità è un evento di per sé fortemente stressogeno, che richiede un’attenzione non solo sugli aspetti fisico-corporei, immediatamente e più facilmente individuabili, ma anche sui fattori psicologici, relazionali, sessuali e valoriali della persona.

Presso la comunità scientifica l’infertilità viene riconosciuta, da un punto di vista psicologico, come una “crisi di vita”, come una ferita dell’identità soggettiva sia dell’uomo che della donna, fino a essere anche una ferita e un rischio sociale, inteso come una società senza eredi e, quindi, senza futuro, laddove, come sta accadendo, il tasso di infertilità nelle coppie è in aumento (C. D’Orsi, 2008).

La difficoltà a procreare genera delle reazioni iniziali nella coppia shock e sorpresa, sostituiti man mano da atteggiamenti di rifiuto, collera e angoscia.
Sono molteplici i sentimenti che si possono provare: dal senso di frustrazione, al sentirsi inadeguati, alla rabbia.

A livello di coppia la “crisi di infertilità” può inficiare le sfere della comunicazione, dell’attività sessuale e dei progetti futuri e dar luogo ad una situazione di conflitto e di isolamento sociale. L’ansia sembra particolarmente evidente nelle donne, anche a causa dell’aspettativa di trattamenti invasivi, condizione che si aggrava con l’aumentare del numero di tentativi terapeutici falliti. Anche la sfera sessuale può subire un condizionamento negativo, con diminuzione della frequenza e della spontaneità dei rapporti e l’insorgenza di disfunzioni sessuali transitorie. In particolare nell’uomo il senso di inadeguatezza sessuale può aumentare in maniera significativa in seguito alla medicalizzazione. La coppia riconosce che gradualmente la propria sessualità non è più autentica, correlata al puro desiderio e al piacere e può così rischiare di entrare in crisi.

Il percorso di riproduzione assistita, con il suo rituale complesso, l'alta frequenza dei controlli, il grande numero di variabili (vissute come incontrollabili) contribuiscono a creare sentimenti di frustrazione. Inoltre l'attenzione ossessiva ai propri processi corporei, indotta dalla medicalizzazione, genera paure e tensioni.

La condizione di infertilità è un’esperienza molto dolorosa e a volte traumatica che rompe le normali dinamiche di autopercezione, costringendo le persone a dover rimodellare la propria immagine in funzione di una condizione completamente nuova e del tutto diversa.

Il ricorso alla Fecondazione Assistita passa, come esperienza, attraverso un percorso che richiede una ristrutturazione del Sé e un ripensamento dei propri valori etici, morali e spirituali. Dal punto di vista psicologico è importante aiutare la coppia a ripercorrere il proprio percorso, il vissuto e le tappe affrontate per permettere riprendere il possesso della propria vita e della propria dimensione di coppia.

 

Autore: Dott.ssa Simona Capurso

Psicologa Sociale e dell’Età Evolutiva.

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Bibliografia

Berne E, A che gioco giochiamo, Tascabili Bompiani Rcs, Milano, 2000

Bowlby J, Una base sicura, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989

D’Orsi C., Sara, Elisabetta e le altre. La femminilità ferita tra desiderio e limite della maternità, Ed. Psiconline, Chieti, 2008

Erikson, Erik H., I cicli della vita. Continuità e mutamenti, Armando Editore, Roma,1984

Freud S (1914), Introduzione al narcisismo, Bollati Boringhieri, Torino, 1976

 

 

 

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