La pornodipendenza come si manifesta?

by Dr. Massimiliano Paglione 6. marzo 2012 17.24

 

La pornodipendenza è una patologia che negli ultimi anni ha avuto un incremento esponenziale dovuto soprattutto alla maggior fruibilità di materiale pornografico, causato dalle nuove tecnologie come internet che ne ha reso praticamente illimitato l’accesso sia in termini di quantità che di tempo. Solitamente essa si riscontra negli uomini (anche se la popolazione femminile che ne risulta affetta è in rapida ascesa, con un rapporto stimato di 1:4), e colpisce indistintamente soggetti di ogni età, livello culturale, credo religioso, orientamento sessuale. La pornodipendenza si manifesta come una “ricerca compulsiva di emozioni piacevoli”: queste emozioni si concretizzano per lo più nella visione di materiale porno o l’utilizzo di chat erotiche. Durante queste contemplazioni il soggetto mette in atto una sorta di “masturbazione controllata” con la quale mantiene il livello di eccitazione il più a lungo possibile trascinando l’attività per ore. La masturbazione compulsiva termina quando sopraggiunge un malessere fisico oppure il disagio per la propria azione sovrasta finalmente il piacere e si attua l’unica via d’uscita possibile, ossia l'eiaculazione. Con il successivo calo immediato della tensione, sopraggiunge il disprezzo per le immagini fino a quel momento contemplate e lo sconforto sia per ciò che si è fatto e per il tempo perduto, tempo sottratto alle altre attività quotidiane. I problemi che comporta la pornodipendenza sono vari ed investono in primis la sfera sessuale. Sopraggiunge un calo quasi assoluto del desiderio sessuale che coinvolge sia la ricerca  che la voglia di un partner reale, il quale non può “soddisfare” le fantasie sempre più perverse del soggetto; si scivola in una impotenza parziale o totale con possibilità di erezione ed eiaculazione (per gli uomini) solo attraverso la visione di materiale pornografico; infine si giunge all’emarginazione dell’altro sesso come semplice oggetto di piacere sessuale. Sotto il profilo psicologico e sociale la pornodipendenza si ripercuote su molti aspetti della vita: la masturbazione compulsiva e continuata produce una progressiva sfiducia in se stessi che travolge i rapporti sociali e di amicizia, e indebolisce le capacità di applicazione ed attenzione nel proprio lavoro o studio poiché si è continuamente assorbiti dall’atto masturbatorio o dal suo pensiero.

 

Emblematico è il caso di Franco, un libero professionista che per lavoro era continuamente in rete e si era via via fatto trascinare dalla pornodipendenza in un turbinio di perversioni per le quali aveva accantonato lavoro, affari e famiglia. Più di una volta Franco aveva provato a smettere in maniera drastica definitiva ma ad ogni tentativo si era lasciato sopraffare dalla tentazione ed aveva ricominciato. Nel frattempo le sue perversioni si erano fatte sempre più oscene e contemporaneamente non riusciva ad avere più un sano rapporto con la moglie, verso la quale addirittura sentiva repulsione. La dipendenza lo stava inesorabilmente portando a perdere il suo lavoro, i suoi soldi e soprattutto i suoi affetti, che tra l’altro erano totalmente all’oscuro del problema. Solo dopo aver realizzato la gravità della propria condotta Franco ha chiesto aiuto ad uno specialista ed è  riuscito a focalizzare i perché della sua compulsione, che risiedevano nella bassa autostima e non nella ricerca sfrenata di piacere; pian piano è stato capace di venirne fuori riallacciando una sana e reale vita sessuale con la propria partner e riappropriandosi della sua vita.

 

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Mettiamo la Psicologa Barbara Orso... sul lettino!

by Redazione Psicologo360 17. ottobre 2011 17.41

 

Conosciamo un pò di più la dott.ssa Barbara Orso

Qual è la tua specializzazione? Dopo la Laurea in Psicologia ho conseguito la specializzazione in Sessuologia clinica e mi occupo prevalentemente dei disagi, patologie e disfunzioni sessuali che sia la persona singola o all'interno di una relazione di coppia possono creare malesseri personali od intaccare la relazione affettiva. Mi occupo di tutta quella sfera che riguarda il benessere e la salute psicosessuale della persona singola, delle relazioni affettive e della vita di coppia. Inoltre svolgo attività informativa di educazione sessuale.   

Meglio la vita di coppia o quella da single? Penso che si stia bene in entrambi i casi se......si sta bene con noi stessi! Penso anche che nessuno di noi sia destinato a rimanere da solo : prima o poi si trova l anima che completerà la nostra ! 

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...) Penso che non ci siano  qrandi successi o grandi fallimenti nella mia vita: credo di aver raggiunto degli obiettivi personali e professionali positivi traendo esperienza dagli immancabili e naturali errori che si compiono perseguendo un obiettivo.

 

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Per rilassarmi preferisco leggere un romanzo: lo considero "cibo" per l'anima ma quando il fisico lo richiede la migliore soluzione è dormire.....anche più di 8 ore filate!

 

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Il mio rapporto con internet è abbastanza buono, oramai penso che nessuno di noi possa permettersi di non conoscere le nuove tecnologie: fanno parte del nostro presente e del nostro futuro.

 

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Sono iscritta a facebook, ma non con il mio nome e ad un social network professionale che mi permette sia di aggiornarmi che di rimanere in contatto con colleghi sparsi per il mondo!

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Penso che talvolta il confine tra il reale e il virtuale sia sottile e che l'amicizia vada  costruita sulla  disponibilità  a mettersi in gioco e che quindi una amicizia reale possa diventare virtuale e quella virtuale reale!

 

Essere felici per te significa...? Felicità per me significa godere delle piccole cose, essere soddisfatta di quello che faccio ed è anche un  abbraccio o sorriso non richiesto!

 

 

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Quando l'impotenza maschile è di origine psicologica?

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.16

L'impotenza maschile può essere di origine psicologica? quando tale accezione può dirsi vera o falsa?

Può essere vero, perché la voglia di fare l’amore non è semplicemente la risposta a un impulso sessuale sollecitato dall’attrazione fisica. Ma è alimentata dall’armonia che c’è nella coppia. Si nutre di emozioni, di feeling, di attenzioni, di intimità, di comunicazione profonda. Se questi elementi vengono a mancare, il desiderio erotico spesso ne risente, e la sua mancanza diventa il campanello d’allarme della crisi di coppia.

Impotenza maschile psicologica

E' falso nei casi in cui, pur essendoci armonia fra i partner, la sessualità zoppica. Per esempio, se la donna non raggiunge l’orgasmo o l’uomo soffre di eiaculazione precoce o di disturbi d’erezione il rapporto sessuale non è appagante ma, anzi, è fonte di frustrazione. E, a lungo andare, viene desiderato sempre di meno.

E' falso quando la persona a cui manca il desiderio vive un periodo di stress o di depressione. Il sesso, infatti, è espressione di vitalità: tensioni e disturbi dell’umore non possono fare altro che disturbarne il desiderio.

E' falso quando si assumono alcuni farmaci che, tra gli effetti collaterali, presentano il calo del desiderio. Si tratta di certi tipi di ansiolitici, di antidepressivi, di antiulcera e di betabloccanti utilizzati per curare i disturbi di pressione.

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Impotenza maschile psicologica: sintomi e rimedi

by Redazione Psicologo360 18. settembre 2011 18.12

L'impotenza maschile è un fantasma che spaventa molti uomini, anche coloro i quali non hanno mai avuto problemi di questo tipo o nei casi patologici in cui si parla di infertilità sessuale. Viagra rosa, viagra blu, tantra, pillole miracolose ed olii afrodisiaci: a tutto si ricorre, pur di arrivare al piacere.

Da un’ indagine del Censis sulle abitudini sessuali degli italiani, emerge che 6 uomini su 10 sono preoccupati delle proprie prestazioni, e che 4 donne su 10 lamentano un calo del desiderio. Spesso le cause di questi alti e bassi sono la frenesia e lo stress della nostra quotidianità; stili di vita che comportano sensazioni di stanchezza eccessive, incapacità di lasciarsi andare o addirittura problematiche psicosomatiche.

A parte esperimenti, ritrovati e scoperte, la cosa più ardua da definire, il lato più oscuro del problema non è cosa sia questo benedetto desiderio, quanto il come accenderlo in lui o in lei. Siamo diversi, ormai è assodato, e così sono diverse le tane e le sedi dei nostri palpiti Anche se fare l'amore ultimamente è diventato sempre più complesso, anche se è sempre più raro incontrare qualcuno che dica "sì, lei /lui mi piace ancora da matti e ci faccio bene l’amore", a detta di chi se ne intende è possibile mantenere acceso il desiderio, come la fiammella del tempio della dea Vesta, anche dopo anni.

Per arrivare al piacere dei sensi, bisognerebbe:

1. staccare la testa e la mente dal corpo, cioè ragionare di meno sulle cose che stiamo facendo, e abbandonarsi all’istinto;

2. cercare di immedesimarsi nel partner e provare a capire che cosa gli piacerebbe.

La maggior parte degli uomini considera i preliminari come pratica fondamentale per accendere la fiamma del sesso. Anche a proposito della durata, l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento: ben il 35% degli uomini desidera dedicare almeno 30 minuti a baci, sfioramenti e carezze che precedono il rapporto. Un uomo normale pensa al sesso circa 15 volte al giorno, contro le 10 della donna, ricorre al sesso fai da te 3-4 volte alla settimana (le donne dichiarano 1-2 di media) e dedica quasi 40 minuti alla settimana al porno: film, siti web, video, linee telefoniche hard, sexy shop.

Qualche dato aggiuntivo sul pianeta uomo: su un campione di 500 uomini dai 18 ai 35 anni,intervistati dalla società Archè, l'84% degli signori interpellati ha confessato di preferire un amplesso totale e completo, al posto di altre pratiche anche “spinte”. Sorprese anche per la posizione preferita: il 40% dei ventenni e il 38% dei trentenni ha rivelato di prediligere quella del "missionario". Al secondo posto nella speciale classifica di gradimento c'è quella con lei sopra. Dove volge lo sguardo un uomo la prima volta che vi vede? I gusti variano a seconda dell'età: i ventenni guardano il fondoschiena, i trentenni il seno. Sulla misura del décolleté sembrano essere tutti d'accordo: la taglia preferita è la terza. Resta da scoprire qual è l'indumento intimo che fa impazzire gli uomini: il 34% degli uomini dice di eccitarsi alla vista di un tanga, mentre il 26,7%  vota per un baby doll trasparente stile anni ’50. I trentenni perdono facilmente la testa al cospetto di una calza autoreggente.

Quello che proprio non sopportano gli uomini è che la partner accenda la tv o la sigaretta subito dopo aver fatto l'amore. A proposito, quanto tempo deve durare il rapporto sessuale perfetto? Per il 45% dei ventenni, meno di 20 minuti; per il 53,3%deitrentenni, dai 30 ai 60 minuti.

 

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Desideri sessuali e mancanza di desiderio nella coppia

by Redazione Psicologo360 2. settembre 2011 06.57

La mancanza di desiderio sessuale è un fantasma che assilla molte coppie. Purtroppo la vita a due si scontra, spesso, con il peso che alcuni miti o pregiudizi, appartenenti alla cultura occidentale, hanno sulla nostra esistenza. Ce ne sono alcuni capaci di condizionare in modo pesante le dinamiche di relazione esistenti tra i due partner, rendendo così difficile l’accensione del desiderio. Sono miti del superuomo o della superdonna che arrivano anche a generare gravi distorsioni nel rapporto.  Uno su tutti, forse il più pesante da sopportare e da elaborare: quando il sesso viene considerato buono solamente se c'è un orgasmo.

mancanza desiderio nella coppia

Questo fantasma del piacere, che deve portare al settimo cielo, diventa il metro di misura di tutta l’intesa a due, tanto che molte donne, e da qualche tempo anche alcuni uomini, fanno finta di avere orgasmi per paura di un giudizio negativo. Piacere, complicità e armonia diventano quindi valori secondari, la cui presenza non è fondamentale. Un altro mito da sfatare è il luogo comune per cui il sesso DEVE essere spontaneo e quindi NON progettabile e altrettanto NON affrontabile a parole.

Guai a parlare di sesso tra due persone che vivono insieme.Sbagliato. In realtà la vita è troppo piena di incombenze per cui bisogna invece, con coscienza, dedicare spazi e tempo a sesso e gioia, perché non restino schiacciati dal tran-tran di tutti i giorni. Un modo per farlo di più e meglio è riservargli attenzione: per questo è necessario prenotare tempo e spazio da dedicare al sesso, appunto per parlarne e progettarlo.

Un altro luogo comune che, a volte, distrugge lentamente l’unione a due riguarda la "potenza maschile". L’opinione che "i veri uomini non hanno problemi sessuali" sembra sia molto diffusa. Niente di più errato. In questo caso il mito provoca una distorsione sulla coscienza della persona: si arriva a pensare che il vero maschio è tale se "funziona" sempre. Questa è la conseguenza diretta di una certa visione della mascolinità, e del tipo di richieste che la nostra società fa agli uomini.

Invece, uomini e donne hanno uguali quantità di problemi, ma tanti uomini hanno, in più, il problema che non possono accettare un aiuto. Cosa fare?

Occorre che le scuole organizzino con maggior frequenza corsi di educazione sessuale, che non spieghino solo l'anatomia e il sesso in maniera scientifica, ma che riescano a sottolineare che anche i sentimenti hanno la loro importanza. I ragazzi devono e hanno bisogno di confrontarsi.

Altro pregiudizio che la coppia sfatare: il sesso non è una sfida e una competizione. La donna, come hanno dimostrato recenti studi, può non raggiungere l'orgasmo con le pratiche classiche, ma provare maggiori sensazioni con carezze ed altre effusioni. In una parola, bisogna guardare al sesso come ad una terra di nessuno, dove non ci sono regole assolute e universali: nel sesso tutto è lecito purché il partner sia consenziente.

Bisogna ricordare poi che gli uomini hanno dieci volte di più delle donne pensieri di sesso e, per contro, le donne hanno spesso troppe incombenze per avere il tempo per pensare a farlo.

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