La depressione: un disturbo sempre più diffuso tra le donne

by Redazione Psicologo360 10. ottobre 2011 08.07

La depressione è un disturbo molto diffuso tra la popolazione generale e molto ben conosciuto. Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% delle persone, con una frequenza maggiore tra le donne. E’ due volte più sentito nelle donne in età adolescenziale piuttosto che nei maschi della stessa età. Alcuni hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri hanno gruppi di episodi, e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l'aumentare dell'età.  Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico. Da non sottovalutare, come cause scatenanti la depressione, anche episodi traumatici come lutti o divorzi. Studi frequenti e costanti nel tempo hanno infatti rilevato che un momento iniziale (come appunto una perdita grave, un trauma affettivo, un episodio traumatico) danno il via a ripetuti e successivi momenti di depressione.

depressione

Tra eventi scatenanti possiamo trovare anche cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo tipo di lavoro, la malattia di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città. Gli studi supportano anche l’ipotesi dell’ereditabilità della depressione: infatti i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare depressione. Tra le cause di questo disagio si hanno anche modificazioni a livello biologico, nella regolazione di alcune sostanze come neurotrasmettitori e ormoni.

Se pensi di essere depresso/a o per maggiori approfondimenti contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

 

Mettiamo la psicologa Claudia Martorano… sul lettino

by Redazione Psicologo360 3. ottobre 2011 18.44

Conosciamo un pò di più la dott.ssa Claudia Martorano

Qual è la tua specializzazione?

Mi occupo di sviluppo evolutivo, inteso come ciclo di vita dall’infanzia all’età adulta. La mia formazione di psicoterapeuta umanistico-esistenziale, mi porta a focalizzare l’attenzione sul vissuto emotivo della persona che ha bisogno d’aiuto, per aiutarla a divenirne consapevole e a sviluppare le risorse ed il potenziale che è in ognuno di noi, talvolta inibito da condizionamenti, esperienze negative, bassa autostima e via dicendo. A recuperare in sintesi quel che Rogers definisce il “potere personale”.  Fanno parte delle mie competenze inoltre, attività di consulenza giuridica in ambito civile e penale, di consulenza aziendale per la valutazione del rischio di stress lavoro-correlato. Un prezioso strumento d’ausilio alla terapia infine, è per me il training autogeno, una tecnica di rilassamento e di recupero energia.

Meglio la vita di coppia o quella da single? Personalmente ritengo sia vero che “l’unione fa la forza”, purchè sia un rapporto sano tra individui maturi ed emotivamente intelligenti. Se il partner rappresenta una forma di compenso di qualche tipo allora dubito si tratti di valore aggiunto. Bisogna sempre distinguere tra “ti amo perché ho bisogno di te” e “ho bisogno di te perché ti amo”. Ecco, se si avverte la prima modalità, decisamente meglio single.

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...) Non credo di poter parlare di veri e propri fallimenti, ho commesso degli inevitabili ed umani errori. Riguardo i successi, credo proprio di poter dire di essere ciò che realmente avrei voluto essere, di fare ciò che realmente avrei voluto fare. Di esser riuscita a sviluppare quel potenziale d’affermazione di cui parlavo prima.

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Mi rilasso con un film a patto che non sia horror! Mi piace leggere ed anche dormire, non necessariamente tanto ma con regolarità. Mi rilassa molto la corsa o il nuoto ed una rigenerante passeggiata nel verde.

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Internet è un potente mezzo di conoscenza e comunicazione. Costruisce un sistema di significati del tutto nuovo rispetto al confine geografico, alle relazioni interpersonali, agli incontri amorosi. Oggi anche riguardo al modo di fare consulenza. Il suo fascino deriva principalmente da questo e non poteva non colpire anche me.

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Si, i social network sono un’interessante punto d’incontro e confronto.

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? L’amicizia è reale se lo è anche nella vita di tutti i giorni. Voglio dire, se sono rapporti autentici , veri e vissuti lo saranno inevitabilmente anche in rete. Se un rapporto invece esiste solo in rete, allora si può anche entrare in confidenza ed intimità ma consiglierei di passare presto all’incontro di persona per dare più enfasi e concretezza a quel rapporto.

Essere felici per te significa...? Essere felici significa essere padroni di sé stessi nell’armonia del rapporto con gli altri. 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Claudia Martorano

Come guarire dall'ansia

by Redazione Psicologo360 2. ottobre 2011 23.36

Si può guarire dall'ansia? Tonino Cantelmi, specialista in psichiatria e psicoterapia, è stato già alle prese con sindromi “sui generis”. Nel 2000 introdusse in Italia il saggio di Kimberley Young sulla dipendenza da internet (“Presi nella rete”), e poi affrontò il problema della sessodipendenza. Con il suo “Oltre la gabbia del panico” spiega come, cosa e perché scatta la crisi ansiosa che degenera in panico. “Chi soffre di ansia vive costantemente nella ricerca continua di un posto sicuro dove correre. Perché il problema dell’ansioso è il disagio perenne nel suo stato presente. Una situazione simile a quella di chi si porta addosso una borsa valori, con la responsabilità pesante di portare a compimento la sua consegna”. Con l’unica differenza che la borsa valori è “semplicemente” la propria vita. “Il vivere è la cosa più ardua che dobbiamo portare avanti, e l’ansioso sente questo compito come qualcosa di insopportabilmente gravoso. L’ansioso ha aspettative di benessere che sente sempre disattese, intralciate da fattori esterni ad altri invisibili”.

Ansia

Le situazioni temute dall’ansioso sono soltanto nella sua testa, ma è talmente viva di particolari, nitida, che è difficile convincersi che non sia reale. Lo è perché è vissuta come tale, nelle emozioni, nelle sensazioni, nelle reazioni del corpo. In realtà un po’ ansia è dentro ad ogni individuo, ma c’è un livello di guardia tra buona e cattiva, tra innocua e pericolosa. “La paura, stadio iniziale di una possibile ansia, è una reazione radicata in noi dai tempi più antichi, è l’emozione che funzionalmente ci permette di reagire energicamente alle avversità della vita, è ciò che permetteva all’uomo primitivo di difendersi dagli animali feroci. Ma quando la paura è sviluppata in maniera esagerata, non pertinente cioè al reale stato di pericolo, questa diventa ansia. E se la paura mi aiuta a prendere le dovute difese e le dovute precauzioni da situazioni che potrebbero causarmi dei danni, l’ansia è invece un elemento che mi impedisce di agire, di svolgere le mie attività”.

La differenza tra paura e ansia sta nel fattore di pericolo: nella paura è esterno e concreto, nell’ansia è interno e immaginato. Ci sono però delle spinte epocali che hanno dato un impulso di crescita, in senso negativo, di questo fenomeno. “Una realtà caotica e complessa come quella attuale determina necessariamente schemi comportamentali altrettanto complessi, e talvolta disfunzionali, che possono diventare vere e proprie gabbie in cui si rimane intrappolati.

Non è detto però che tutti, a causa della vita forsennata che si conduce, siano destinati a diventare vittime delle crisi di panico. Ci sono, come sempre in questi casi, fattori di rischio. “I periodi di forte stress, oppure traumi, perdite o lutti, o ancora problemi legati a lunghi stati di salute precaria; eccessiva mole di lavoro e scarso riposo, reazione allergica a medicinali, sforzi fisici improvvisi e violenti: tutti questi fattori possono ingenerare una crisi di ansia che si può trasformare in panico. E il primo medico per un malato è il malato stesso. Interrogandosi sui motivi per cui si entra in uno stato di ansia, ci si renderà conto se è solo una preoccupazione ingigantita, o se davvero abbiamo bisogno d’aiuto”.

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Attacchi di panico: una patologia senza barriere sociali

by Redazione Psicologo360 2. ottobre 2011 23.20

Di attacchi di panico sembra che ne soffra il 4% degli italiani. Ma non solo. Nel mondo dello spettacolo e della cultura imperversa. Ancora senza un antidoto, l'ansia che spesso sfocia in crisi di panico però si può combattere. Ecco come.

La chiamano DAP, un termine secco e conciso per definire una sindrome che, invece, si insinua lentamente negli individui, prevalentemente di sesso femminile. E’ il disturbo da attacchi di panico. Dalle ultime rilevazioni sembra ne soffra ormai il 4% degli italiani, e le categorie accertate sono quelle di professionisti, soprattutto quelli più esposti a situazioni ansiogene o a ritmi di lavoro stressanti. Quindi manager, giornalisti, scrittori, artisti del mondo dello spettacolo, attori. Celebre l’esempio di Adriano Celentano che, intervistato poco tempo fa, dichiarò addirittura di rifiutare proposte economicamente sconvolgenti dagli Stati Uniti, che puntualmente rifiuta perché terrorizzato dall’idea di dover prendere un aereo.

Attacchi di panico

Ma Celentano non è il solo personaggio famoso afflitto dalla paura di volare, parente stretta degli attacchi di panico. A proposito di successo e di Stati Uniti, il sassofonista Fausto Papetti, atteso a braccia aperte oltreoceano, non si azzardò mai a fare il famoso “salto americano” proprio per il terrore dell’aria. Il grande direttore d’orchestra Franco Ferrara sveniva quando saliva sul podio e smise di fare concerti dedicandosi all’insegnamento. Kim Basinger, a metà della sua carriera, diede segni di probabile agorafobia, barricandosi in casa per quattro mesi per paura dei luoghi affollati e del pubblico.

La cantante Barbara Streisand, nel bel mezzo dei suoi recital davanti al numeroso pubblico, interrompeva la sua performance per crisi di panico improvvise. Di crisi di panico hanno sofferto grandi attori come Sir Laurence Olivier, e grandi concertisti come il pianista Arthur Rubinstein. Un altro grande pianista, Vladimir Horowitz, fu costretto a interrompere le sue esibizioni in pubblico per quindici anni. Venivano presi da panico la cantante jazz Aretha Franklin e l’attore cinematografico Burt Reynolds. Deve essere una cosa vecchia come il mondo, questa sindrome, se ne soffriva addirittura il padre dell’evoluzionismo, Sir Charles Darwin.

A parte i nomi illustri che quasi la “nobilitano”, la sindrome da attacchi di panico si diffonde, secondo gli psicologi, a ritmi vertiginosi e si sta ormai estendendo trasversalmente a tutte le fasce professionali, sociali, economiche e culturali, dall’impiegato comunale al dirigente d’azienda. Il problema è che chi appartiene alle fasce socioculturali meno protette ha meno difese nell’affrontare gli attacchi di panico, perché non dispone di strumenti e occasioni. In poche parole, ha meno dati a disposizione e meno possibilità economiche per ricorrere ad un aiuto. Perciò, in genere, arriva dall’esperto molto più tardi rispetto a chi è più culturalmente avvertito.

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Adottare un bambino: aspetti e riflessioni psicologiche

by Dott.ssa Valeria Cani 29. settembre 2011 10.01

Adottare un bambino è un percorso lungo e complesso fatto di carte, colloqui, timbri, persone, firme, paure, parole, emozioni. C’è il dolore per primo che due persone affrontano, il dolore forte e tremendo di non poter concepire un bambino, un senso di colpa, di inutilità, di aridità che si fa largo all’interno di una dinamica di coppia nella storia vissuta da una donna e un uomo. C’è la voglia e la forza di voler essere genitori, di voler trasmettere a qualcuno tutto ciò che si ha dentro, il bene, l’amore, la vita. C’è la burocrazia che fa sospirare, attese, incontri, il timore di essere considerati non idonei da qualcuno che giudica.

Ma da qualche parte c’è un bambino che già vive e aspetta. Aspetta con la sua sofferenza di un rifiuto per mille motivi di persone che non hanno potuto accoglierlo nella loro vita, col suo vissuto di senso di colpa per non essere stato voluto, con l’ansia di non avere “ancora” un papà e una mamma, aspetta e sogna di essere figlio. Chissà come se l’immagina una famiglia spesso mai avuta, due persone che lo vogliono davvero, e quanta forza nel fare di tutto per essere benvoluto, accettato, per essere “bravo abbastanza” per meritare due genitori. Aspetta e intanto vive, passa il suo

adottare un bambino

tempo con adulti che si occupano di lui e con altri bambini, allaccia legami e relazioni, costruisce la sua storia e cresce un po’.

Con l’adozione nasce una famiglia. Nasce dall’incontro di queste due storie così diverse, storie che hanno bisogno di essere rispettate, legami che hanno bisogno di essere accolti per creare un nuovo legame, nasce da persone con bagagli pesanti, da esperienze così lontane, ma nasce da persone ugualmente così affamate d’amore da dare e da avere, l’amore che c’è quando nasce una famiglia.

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Aggressività e psicologia

by Dott.ssa Valeria Cani 29. settembre 2011 09.49

Un sorpasso, una piccola collisione e un’aggressività esagerata tra i conducenti delle auto. Cosa succede? Partendo dall’evoluzione dell’uomo, così come di tutte le specie animali, troviamo l’aggressività come funzionale alla sopravvivenza: come impulso allo scopo di procurarsi il cibo, per cui vivere, oppure come istinto di difesa, per cui sopravvivere, istinto assolutamente innato. In ambito umano entra in gioco il sistema sociale che fa dell’aggressività un fenomeno acquisito: l’uomo diventa aggressivo quando si sente frustrato e perché ha imparato a farlo in famiglia e nella società.

L’aggressività acquisita con caratteristiche di distruttività e crudeltà è tipica solo del genere umano. Tra gli animali ad esempio non troviamo casi di omicidio o genocidio, gli animali combattono attraverso rituali per la difesa del territorio, la ricerca di cibo o la gerarchia del branco.

aggressività

 

I processi inconsci e le cause dell’aggressività sono chiari, ma nell’uomo cosa trasforma l’aggressività in violenza, omicidio, genocidio, strage?

Le statistiche offrono un quadro critico della situazione “aggressività”, in aumento ovunque, nelle scuole, nelle famiglie, per strada, aggressioni verbali, fisiche, con conseguenze psicologiche non indifferenti. Difficile ripercorrere la strada che ha trasformato l’istinto di sopravvivenza della specie umana in distruttività della stessa. La progressiva svalutazione dei valori, della vita e dell’essere umano hanno portato alla perdita del significato delle persone e del loro vivere.

Ma la soluzione? Sicuramente la conoscenza di se stessi porta ad una consapevolezza che aiuta la comprensione sempre maggiore dei bisogni dell’essere umano, dei fenomeni psichici che gli appartengono, perché forse solo cambiando se stessi è possibile migliorare il mondo.

Per approfondimenti su questo tema contatta i nostri psicologi esperti in adolescenza di Psicologo360!

 

Mettiamo la psicologa Marzia Del Monte.... sul lettino

by Redazione Psicologo360 8. settembre 2011 13.07

 

 Conosciamo un pò di più la dott.ssa Marzia Del Monte

 Qual è la tua specializzazione? Sono una psicologa dell'età evolutiva, formata anche sull'età adulta. Esperta in counseling, lavoro con bimbi, con famiglie e soprattutto con giovani adulti e adolescenti, opero tramite consulenze online ma anche tramite sedute tradizionali. Offro valutazioni cliniche sostegno e supporto psicologico nei momenti critici vitali individuali e di coppia.

 

Meglio la vita di coppia o quella da single? Dipende da cio' che si vuole, dalla personalità, si può stare benissimo da single o in coppia, l'importante è starci bene dentro e sentirsi realizzati.

 

Il più grande successo e il più grande fallimento della tua vita (fino ad ora...). Di fallimenti veri e propri non ne ho ancora sperimentati ma questo perchè non credo nel termine fallimento, credo più nei momenti di difficoltà che ci sono per ognuno di noi nella vita, l'importante è rialzarsi e lottare per una dimensione migliore e più appagante. Il mio più grande successo?

L'essere riuscita a coniugare vita personale, lavoro, famiglia , e stare bene con me stessa dedicando tanto tempo alle persone che ne hanno bisogno. Fare ciò che ho sempre desiderato fare. Aiutare le persone a stare meglio.

 

Per rilassarsi, meglio un film, un romanzo o otto ore filate di sonno? Dipende dai periodi,  di tutto un po' ...perchè no? A volte preferisco isolarmi e leggere, altre volte un film leggero.

 

Che rapporto hai con internet e con le nuove tecnologie? Molto buono ,mi piace il progresso.

 

Sei iscritta a Facebook o a Google+? Si sono iscritta su Facebook, per comunicare con parenti e amici lontani e vicini .

 

Sui Social Network l’amicizia è reale o virtuale? Diciamo che amicizie reali possono diventare via via virtuali ma può succedere anche che amicizie virtuali possano diventare reali approfondendo la conoscenza e decidendo per un contatto visivo e fisico, incontrandosi nel mondo reale creando vere amicizie e veri rapporti umani.

 

Essere felici per te significa...? Stare bene con se stessi, perseguire sogni ed obbiettivi in cui si crede, a cui non si rinuncia , capire che la vita è una sola ed apprezzare le cose che abbiamo e le persone che ci sono vicine.

 

Entra ora in contatto con la dott.ssa Marzia Del Monte

 

 

IL TEST SUL RAPPORTO DI COPPIA DI PSICOLOGO360

by Redazione Psicologo360 8. luglio 2011 11.27

 

E' stato pubblicato il nuovo TEST di Psicologo360

Il tuo rapporto di coppia funziona? Spesso rivolgiamo a noi stessi questa domanda e cerchiamo di colmare le incertezze cercando risposte alle questioni che ci poniamo. Le domande che compongono il test sono uno spunto di riflessione allo scopo di stimolare considerazioni e valutazioni della tua vita di coppia.

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ADNKronos: Internet, arriva Psicologo360 per consulenze virtuali via web

by Redazione Psicologo360 7. luglio 2011 10.44

 

Roma, 4 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Web alleato del benessere mentale, dalle problematiche sul lavoro al coaching a distanza. Debutta infatti in questi giorni 'Psicologo360' una piattaforma online popolata da esperti contattabili in un click, "in grado di assicurare servizi che vanno dalla consulenza clinica sul benessere mentale, alle problematiche sul lavoro, fino allo sviluppo professionale". A illustrare il progetto all'Adnkronos Salute e' Silvio Giovine, ideatore dell'iniziativa.

"Attraverso Psicologo360 - spiega - si svolgono delle consulenze e non psicoterapia a distanza. Il servizio si basa su una piattaforma di comunicazione e condivisione sviluppata appositamente per questo specifico utilizzo, che assicura a operatori e utenti tutte le garanzie del caso. Tanto che ogni 'conversazione' tra utente e professionista puo' avvenire anche preservando l'anonimato. La piattaforma consente, infatti, di comunicare a piu' livelli: con messaggi scritti, in videoconferenza, in chat o con uno scambio di file". Il tutto senza dover scaricare e installare sul proprio computer programmi aggiuntivi, e con la massima attenzione a privacy e sicurezza dei dati. Da momento che si tratta di consulenze mirate, "questo significa che un singolo utente - prosegue Giovine - normalmente in pochissimi contatti puo' arrivare a comprendere la propria situazione".

"Nella maggior parte dei casi - assicura - gia' questo consente una soluzione al disagio, mentre laddove si rivelasse necessaria una vera e propria terapia, il professionista indirizzera' il soggetto verso un proseguimento piu' approfondito e una vera e propria psicoterapia in studio".

Alle aziende, inoltre, 'Psicologo360' offre la possibilita' "di attivare una consulenza di lungo periodo che puo' prevedere il sostegno in vari ambiti: dalla selezione del personale alla motivazione dei team di lavoro, dalla risoluzione di problematiche relazionali al coaching. La piattaforma - conclude Giovine - e' gia' funzionante e operativa, e finora sono stati coinvolti circa venti professionisti".

 

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