IL SOGNO E LA SUA INTERPRETAZIONE

by Redazione Psicologo360 7. luglio 2011 10.16

Il sogno ha sempre interessato, in ogni tempo, le varie culture del mondo: dalla Grecia, all'Egitto, al mondo orientale e occidentale. Tutti ricordano ancora i sogni di alcuni noti personaggi biblici intorno ai quali si sono costruite storie e narrazioni.

Non con minore importanza si è sempre cercato di dare al sogno un significato, che variava dal simbolico al premonitore, passando attraverso la credenza popolare della predizione del futuro. È stato grazie a S. Freud, però, che si è iniziato a studiarlo in maniera “scientifica”, come forma cioè di rielaborazione a livello onirico del vissuto passato di ognuno, specialmente di quello relativo ad alcuni traumi infantili rimossi o desideri insoddisfatti.

In realtà rimane aperto ancora oggi il dibattito e ci chiediamo come stanno realmente le cose. Da un punto di vista fisiologico durante il comune riposo notturno (sonno), si susseguono alla distanza di circa due ore e mezza un quattro o cinque quarti d'ora di sogno, durante il quale si notano fenomeni come, per esempio, stati erettivi o il rapido movimento degli occhi (sonno REM). E' in questa fase particolare che il cervello produce immagini, situazioni, esperienze che "sembrano" reali, in continuità.

Quale valore conferire a questa attività del cervello? Alcuni considerano il sogno come una sorta di liberazione di quel materiale ingombrante e inutile che si è accumulato fra le cellule nervose e che trova nell'attività onirica una via di uscita.

In parte questo è vero, ma non spiega tante cose. Secondo altri studiosi, e sono la maggioranza, esiste un inconscio individuale (anche se su questo la scienza a ispirazione organicistica non si pronuncia), che trova nel sogno il momento più propizio, essendo minima la vigilanza dell'Io, per esternare quanto di più nascosto e sconosciuto si muove in noi.

La pratica clinica, le esperienze di molti confermano che è che durante il sogno che si attiva un processo creativo straordinario, che usa un sistema comunicativo seguendone alcune leggi particolari: la "condensazione" (= fatti, luoghi e tempi diversi legati in un "unicum" esperienziale), lo "spostamento" (=pulsioni e desideri personali proiettati in altre figure presenti nello scenario onirico), la "assoluta libertà" (=volare, correre non secondo le regole comuni, continui cambiamenti e accostamenti di ambienti ecc.), "sensazioni paralizzanti" (=incapacità di reazione di fronte a un pericolo, imbarazzo per la propria nudità, fuga "lentissima" se inseguiti da agenti insidiosi), "presenze inattese" (=dialogo con defunti percepiti come "fossero" vivi, situazioni riguardanti il futuro non visto come tale, funerali propri e altrui ecc.), la "simbolizzazione" (=oggetti vari, persone strane...).

Quale significato dare al sogno? Le ipotesi sono tante. Le principali vedrebbero, ad esempio, il sogno rappresentato dal linguaggio dell'inconscio che, tramite esso, realizzerebbe desideri più o meno antichi (FREUD).

Nella maggioranza dei casi si tratterebbe di una semplice rielaborazione di fatti ed eventi vissuti con intensità emotiva il giorno prima.

Per Robert McCaley, invece, l'impressione di volare e di correre potrebbe essere una forma di esaltazione di sensazioni particolari che hanno eccitato in maniera singolare alcune reti nervose.

Per Siegel l'esperienza di paralisi notturna sarebbe una espressione di stasi del cervello.

Cosa pensare, allora, e cosa concludere? Il sogno resta una delle attività più enigmatiche dell'uomo. Tutte le forme di interpretazioni sopra esposte, non esclusa l'ultima, presentano una loro parte di verità. Pretendere di assolutizzare una negandone un'altra potrebbe essere un grave errore di valutazione. Occorre, dunque, essere sempre prudenti ma anche "aperti" a considerare questa affascinante manifestazione che ci appartiene come la possibilità per pensare e dare senso a quanto avviene nella quotidianità.

 

Autore: Dott. Vito L. Ruggiero 

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