Adottare un bambino: aspetti e riflessioni psicologiche

by Dott.ssa Valeria Cani 29. settembre 2011 10.01

Adottare un bambino è un percorso lungo e complesso fatto di carte, colloqui, timbri, persone, firme, paure, parole, emozioni. C’è il dolore per primo che due persone affrontano, il dolore forte e tremendo di non poter concepire un bambino, un senso di colpa, di inutilità, di aridità che si fa largo all’interno di una dinamica di coppia nella storia vissuta da una donna e un uomo. C’è la voglia e la forza di voler essere genitori, di voler trasmettere a qualcuno tutto ciò che si ha dentro, il bene, l’amore, la vita. C’è la burocrazia che fa sospirare, attese, incontri, il timore di essere considerati non idonei da qualcuno che giudica.

Ma da qualche parte c’è un bambino che già vive e aspetta. Aspetta con la sua sofferenza di un rifiuto per mille motivi di persone che non hanno potuto accoglierlo nella loro vita, col suo vissuto di senso di colpa per non essere stato voluto, con l’ansia di non avere “ancora” un papà e una mamma, aspetta e sogna di essere figlio. Chissà come se l’immagina una famiglia spesso mai avuta, due persone che lo vogliono davvero, e quanta forza nel fare di tutto per essere benvoluto, accettato, per essere “bravo abbastanza” per meritare due genitori. Aspetta e intanto vive, passa il suo

adottare un bambino

tempo con adulti che si occupano di lui e con altri bambini, allaccia legami e relazioni, costruisce la sua storia e cresce un po’.

Con l’adozione nasce una famiglia. Nasce dall’incontro di queste due storie così diverse, storie che hanno bisogno di essere rispettate, legami che hanno bisogno di essere accolti per creare un nuovo legame, nasce da persone con bagagli pesanti, da esperienze così lontane, ma nasce da persone ugualmente così affamate d’amore da dare e da avere, l’amore che c’è quando nasce una famiglia.

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Come adottare un bambino

by Redazione Psicologo360 12. settembre 2011 21.35

Arrivare alla scelta di adottare un bambino significa fare un grande passo. Innanzitutto l'iter dell'adozione necessita di una grande e profonda informazione. Ma non solo: bisogna prepararsi ad una situazione che spesso non sarà semplice.

Il bambino che si va ad adottare è un piccolo che, proprio per la mancanza di un nucleo famigliare armonioso, potrebbe avere trascorsi non semplici. Inoltre bisognerà offrire un ambiente di coppia sereno e accogliente.

Dai dati che arrivano attraverso i media si intuisce che vengono presentate parecchie domande, tante coppie danno la propria disponibilità ad adottare, ma non tutte sono idonee. Per chi vuole intraprendere la strada che porterà all’incontro con il bambino da adottare la strada è più o meno prefissata: si deve innanzitutto contattare il Tribunale dei minori della propria zona, che spiegherà l’iter da intraprendere.Le domande di adozione che si possono presentare sono due: nazionale (per bambini presenti sul territorio nazionale) o internazionale.

Segue un lungo periodo di colloqui con assistenti sociali e psicologi, che hanno il compito di capire le motivazioni che hanno portato i possibili genitori a presentare domanda. Gli assistenti sociali e gli psicologi sono figure chiave: hanno il dovere di entrare nella vita privata dei potenziali genitori per conoscerli, per capire prima di tutto se sono idonei, poi se possono andar bene per un bambino. Gli assistenti sociali e gli psicologi informano la coppia, l’accompagnano per i primi passi verso l’adozione e saranno loro a portare le informazioni necessarie al Giudice del Tribunale dei minori. Dal momento in cui si presenta domanda al Tribunale dei minorenni all’ottenere l’idoneità passa circa un anno, dopodiché si resta in attesa.

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