Malattie della pelle: cause ed effetti

by Dr. Massimiliano Paglione 26. March 2012 16:08

 

Le malattie della pelle o anche dermopatie hanno un’origine ed un decorso che si intrecciano, in modi e misure diverse, con il vissuto psichico di chi ne è affetto. Spesso è evidente come un evento stressante funga da innesco per queste patologie, fermo restando che sia presente nel soggetto un substrato biologico predisposto.  In questi casi la tensione interiore del soggetto non riesce a risolversi all’interno dei suoi confini psichici e si riversa sull’organo più sensibile e simbolico di tutto il corpo, la pelle. Tuttavia lo stress non esaurisce il suo effetto con l’esordio della patologia in quanto i problemi quotidiani vissuti dal malato diventano essi stessi fattori di tensione che accrescono la gravità del disturbo ed influenzano negativamente la qualità di vita del soggetto. Si arriva così alla creazione dello stigma, inteso come “un marchio biologico o sociale che divide una persona dalle altre discriminandola e spezzando le interazioni con gli altri”, ed il sentimento che ne deriva. Il sentimento di stigma non riguarda la percezione dell’altro rispetto al dermopatico, bensì ciò che quest’ultimo prova in relazione alla sua diversità. L’aspetto psicosociale è forse il più dirompente per questi soggetti, in quanto spesso sono pervasi da un profondo imbarazzo che interferisce, a volte fino ad inibire, con le proprie attività sociali giornaliere, di svago o professionali.

 

Secondo uno studio gli effetti più comuni delle dermopatie sono l’evitamento di luoghi pubblici (come piscine, palestre, spiagge etc.) e di alcuni tipi di abiti (nello specifico quelli che metterebbero a nudo la deturpazione), un diffuso senso di colpa e di vergogna, ma soprattutto un continuo turbamento emotivo condizionato da una accresciuta importanza verso le opinioni altrui, dal sentirsi continuamente fissati, da una sensazione continua e diffusa di sporcizia. Nel primo caso si assiste ad un fenomeno noto come “anticipazione del rifiuto”: il paziente tende ad auto-escludersi dalle situazioni sociali, intime e quotidiane che richiedono una buona capacità di relazione, poiché giudica insopportabile l’idea che altri potrebbero additarlo o emarginarlo o addirittura escluderlo. Nel secondo caso si genera una riduzione dell’autostima ed un abbassamento dell’Immagine Corporea ideale. Nell’ultima situazione vengono a crearsi una serie di percezioni negative di se stessi quali un generale senso di debolezza e di fragilità con un conseguente Senso di Sé deficitario. Il sentimento di stigmatizzazione fortunatamente non è un passaggio obbligatorio nei soggetti dermopatici ed esso stesso può avere un peso diverso a seconda dei periodi di vita di una stessa persona; infatti una stessa deturpazione assume connotazioni diverse in un periodo come l’adolescenza piuttosto che nell’età matura o nella senescenza, così come le implicazioni sono differenti tra la popolazione maschile e quella femminile. Tuttavia è sempre utile in queste situazioni chiedere un supporto psicologico ad uno specialista in grado di aiutare il soggetto ad accettarsi per quello che è, spezzando così il cerchio negativo che alimenta la patologia e creando un circolo positivo che giocoforza influirà positivamente sulla sintomatologia.

Un esempio è Maria, una donna di mezz’età  affetta da molti anni da una dermatite che le deturpava il viso. Con un percorso psicoterapeutico adeguato è riuscita a conquistare una propria serenità interiore che con il tempo si è riversata sulle escoriazioni alleviandole notevolmente.

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Disturbi psicosomatici: le patologie urogenitali

by Dr. Massimiliano Paglione 14. January 2012 18:33

Le patologie urogenitali sono di varia natura e spesso sono legate ai momenti importanti della vita riproduttiva oppure ai periodi di crescita. I disturbi più importanti sono l’enuresi, l’amenorrea e la sindrome premestruale.


L’enuresi è l’emissione involontaria e incosciente di urine soprattutto nelle ore notturne. Essa diventa patologica dopo i quattro anni, ovvero dopo l’età soglia per l’autoregolazione dello sfintere urinario. Talvolta può essere conseguenza di alterazioni organiche ma nella maggioranza dei casi è di natura psicogena. Le influenze negative psicogene sono da ricercare soprattutto nell’ambiente, ed in particolare nel rapporto madre-figlio, spesso pervaso da problematiche affettive o da una rigidità che portano a tali atteggiamenti di protesta. Dal punto di vista psicologico c’è l’ipotesi che l’enuresi sia una forma di autoerotismo che sostituisce la masturbazione.

disturbi psicosomatici

L’amenorrea è l’assenza del flusso mestruale per due o più mesi. Può essere legata a varie cause organiche e non. Quella di maggior interesse psicosomatico è l’amenorrea psicogena; essa è associata a fattori come forte stress e deprivazione, modificazioni di vita, patologie psichiatriche. Questi riescono ad influire sul sistema neuroendocrino alterandolo e provocando così l’amenorrea. Dal punto di vista psicologico si ipotizza un timore per l’integrità fisica o una realizzazione allucinatoria del desiderio di gravidanza.


La sindrome premestruale è un disturbo che compare in concomitanza con il ciclo mestruale ed è caratterizzato da sintomi somatici come gonfiore, tensione mammaria, cefalea, ritenzione idrica, e sintomi psichici come alterazioni dell’umore, irritabilità e depressione. Per tale sindrome si evidenzia un legame con condizioni di vita stressanti e con situazioni conflittuali nei confronti dell’identità femminile, materna e della sessualità; deriverebbe da ciò un rifiuto inconscio di tali aspetti oppure una conflittualità nevrotica collegata ad essi.

Se pensi di soffrire spesso di tali disturbi o più semplicemente desideri approfondire questa tematica contatta lo staff di Psicologo360.it




Disturbi psicosomatici e patologie cardiocircolatorie

by Dr. Massimiliano Paglione 8. January 2012 21:55

La psicosomatica tra i suoi vari campi d’indagine annovera i disturbi cardiocircolatori che, aldilà delle necessarie valutazioni organiche, nascondono spesso componenti psicologiche che non possono essere trascurate. È utile sottolineare che i fattori psicologici non necessariamente sono inerenti alla nascita di un determinato disturbo, ma possono “semplicemente” contribuire al perpetrarsi dello stesso, risultando così altrettanto ineludibili alfine di una completa guarigione.  La causale psichica è da ricercarsi essenzialmente in un continua condizione di “lotta e fuga” dovuta ad un senso di inadeguatezza e ad una perdita di protezione. Le manifestazioni somatiche più rilevanti tra le tante sono il dolore toracico, il cardiopalmo e la dispnea.

Il dolore toracico è un disturbo avvertito come un “senso di costrizione” al petto. Può persistere a lungo variando anche d’intensità. Spesso è associato ad eventi faticosi o fortemente emotivi; probabilmente è causato da un inconscio e persistente aumento del tono muscolare aggravato a volte da iperventilazione. Ha componenti sia psichiche che organiche.

 

disturbi psicosomatici

 

Il cardiopalmo è invece un fenomeno soggettivo sgradevole, definito come “aver coscienza del proprio battito cardiaco”. E’ più comunemente causato da modificazioni del ritmo cardiaco, dalla frequenza dei battiti oppure da un aumento della contrattilità. Queste sgradevoli manifestazioni possono inoltre portare ad un aumento dell’ansia dando vita così ad un pericoloso fenomeno circolare. Spesso il cardiopalmo non è la conseguenza di un disturbo organico ma di un disturbo psichico.

La dispnea, infine, si riferisce ad una  spiacevole sensazione di difficoltà nel respirare. Deriva principalmente da congestione polmonare di origine cardiaca e da alterazioni dell’apparato respiratorio. In questo caso i fattori emotivi, pur non rientrando tra le cause scatenanti, possono favorire o aggravare il disturbo.

 

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