Dipendenza sessuale: le cause della sex addiction

by Dr.ssa Angela Oreggia 19. January 2012 12:33

Quando si può parlare di dipendenza sessuale? La sessualità rappresenta l’espressione fondamentale dell'essere umano e definisce la qualità delle relazioni interpersonali.
Molte persone invece di accostarsi al sesso in modo “naturale” e “sano” come modalità di comunicazione, di relazione, di scambio di piacere e momento privilegiato dell’intimità lo vivono in modo ossessivo. La ricerca di sesso diventa un pensiero fisso, prioritario, incontrollabile e genera comportamenti fuori dal proprio controllo. Invece di godersi il sesso si sviluppa una forma di dipendenza.

Il National Council of Sexual addiction definisce la Sex Addiction come “una persistente e crescente modalità di comportamento sessuale, messo in atto nonostante il manifestarsi di conseguenze negative, per sé e per gli altri”. I soggetti dipendenti dal sesso in Italia sono stimati in circa il 6% della popolazione.

La sessualità non è più il risultato di una libera e consapevole scelta ma diventa la risposta ad un impulso sessuale irrefrenabile che genera non solo piacere ma anche forte disagio, malessere, ansia, vergogna e senso di colpa.
La persona dipendente, come la protagonista di questa vicenda, non riesce a stabilire alcuna legame psicologico e nessuna relazione con l’altro ( ne tantomeno è interessata a farlo), perché l’altra persona costituisce un “semplice oggetto” che ha come unica funzione quella di soddisfare un bisogno e questo la rende facilmente sostituibile.

dipendenza sessuale

E’ possibile delineare il profilo di un soggetto “dipendente”?
In linea di massima le persone che sviluppano una dipendenza, da sesso, alcool, droga, gioco e altro, si caratterizzano per una “fragilità del sé”, ossia per un’identità personale incompleta, mancante e labile. Tendono a vivere e ad interpretare il mondo e se stessi attraverso un insieme di convinzioni negative del tipo: sono inadeguato; non sono una persona degna di amore; sono “amabile” solo se mi do all’altro il più possibile e se lo soddisfo e lo appago completamente; esisto solo se qualcuno mi guarda.
Utilizzano “l’oggetto” nel tentativo di riempire il proprio vuoto, di potenziare la propria personalità, di definire e rafforzare la propria autostima.
Spesso l’obiettivo è quello di anestetizzare la propria emotività e di scappare da se stessi attraverso la ricerca di forti sensazioni che annebbiano il pensiero e lo portano lontano da sé.


Dove rintracciare la causa di tale fragilità e del comportamento di dipendenza?
Alla base di molti disturbi di dipendenza da sesso è rintracciabile una storia di abusi sessuali o gravi maltrattamenti oppure altre esperienze “traumatiche “ per la persona che le ha vissute e che hanno in qualche modo interrotto il processo di formazione dell’ identità personale o creato una frattura al suo interno.

Se consideriamo la storia di Tiziana, lei stessa racconta di quanto sia stato difficile credere e accettare l’abbandono del padre (verso il quale aveva “un’inclinazione particolare”), di come si sia sentita responsabile e vuota da quel momento in avanti: “ mi sentivo come se mi mancasse qualcosa, e cercavo delle strade per dimenticare tutto questo, con tutti i miei sensi di colpa; pensavo che se lo avessi reso più contento, sarebbe rimasto con noi”.

In queste parole è forse possibile rintracciare l’inizio, o quanto meno  l’elemento scatenante, del lento e progressivo comportamento di dipendenza che ha reso Tiziana prigioniera di una “malattia” in grado di rovinare non solo la sua vita ma anche quella delle persone che le stanno accanto e che le vogliono bene.
 
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Violenza sui bambini: trauma ed elaborazione

by Dr.ssa Angela Oreggia 16. January 2012 21:58

Quando si può parlare di violenza sui bambini? Qualsiasi attività di tipo sessuale, anche in assenza di penetrazione, esercitata da un adulto su  soggetti “immaturi” e “dipendenti” rappresenta un abuso sessuale.


Ciò che rende l’abuso sessuale infantile un’esperienza non solo aberrante ma profondamente traumatica dal punto di vista psichico è principalmente la condizione specifica della “vittima”.  Il bambino e/o l’adolescente coinvolto in questa esperienza è privo della possibilità di scegliere e soprattutto di  comprendere correttamente ciò che sta accadendo lui e di attribuirgli un senso. Il danno subito è ancora maggiore quando l’abusante è un membro della famiglia, una persona a cui la vittima è legata emotivamente, di cui si fida e dalla quale dovrebbe ricevere cura e protezione nel momento del pericolo.

violenza sui bambini

Il trauma dell’abuso non può essere cancellato dal passare del tempo, come ingenuamente si tende a credere e fa comodo pensare!. L’esperienza rimane viva nella mente e nel corpo fin tanto che non si dà alla vittima la possibilità di “elaborarla”.

In che modo? In primo luogo creando un contesto di protezione e di contenimento emotivo-affettivo. E’ fondamentale per il bambino/adolescente sapere di potersi affidare ad un adulto in grado di dargli ascolto, di aiutarlo a dare forma e voce alle sue emozioni, di dare un senso all’accaduto, di fornirgli conforto e quella protezione che si realizza attraverso l’atto di “denuncia”.

La segnalazione e la conseguente condanna dell’abusante sono passi indispensabili affinchè la vittima possa ricominciare a vivere poiché liberano dal senso di colpa e di responsabilità per l’accaduto e danno un segno inequivocabile del fatto che ciò che è avvenuto era profondamente sbagliato e meritevole di punizione. Nella maggior parte dei casi, infatti, un bambino traumatizzato non ha compreso cosa sia successo e crede di essere “cattivo” o “difettato”. E’ importante che il bambino comprenda che ciò che ha vissuto non rappresenta la “normalità” e che all’interno di quella esperienza “bestiale” lui non ha alcuna colpa.

Un evento traumatico non elaborato è in grado di condizionare in modo più o meno consapevole  il presente della persona, dando vita a comportamenti e reazioni emotive non sempre coerenti al contesto che li ha  scatenati.

Perché accade questo? Durante un abuso, come in qualsiasi altro contesto che minaccia il senso di sicurezza e di integrità personale, l’esperienza viene registrata sotto forma di immagini, suoni, sensazioni fisiche, odori ed emozioni ad essi collegati; la mente registra la paura e alcuni stimoli vengono codificati come pericolosi.

Al presentarsi in seguito di stimoli “simili” a quelli che hanno caratterizzato l’esperienza traumatica  il cervello reagisce in maniera automatica, generalizzando la risposta, poiché non tiene conto del contesto specifico e del senso dell’esperienza attuale.
Solo un processo di integrazione delle singole parti dell’esperienza e l’inserimento di quest’ultima nella storia personale permette di conservarne il ricordo ma non l’impatto emotivo ad esso legato e libera il presente dai fantasmi del passato.

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Disturbi sessuali di origine psicologica

by Dott.ssa Simona Capurso 22. November 2011 23:09

I disturbi sessuali possono avere una origine psichica caratterizzati quindi da alcune dinamiche psicologiche che possono interferire negativamente sulla sfera sessuale dell'individuo.

Una volta accertato che non vi siano sottostanti cause fisiologiche (come ad esempio carenze ormonali), oppure particolari stili di vita (abuso di alcool), i disturbi sessuali andrebbero trattati con il supporto di una terapia psicologica.

Spesso originati da complesse dinamiche psichiche messe in atto dall’individuo, i sintomi principali si riferiscono a conflitti, sensi di colpa verso il piacere sessuale, tensioni con il partner, ansia, paura dell’insuccesso e timore del rifiuto.

Si rischia, così, di cadere in un circolo vizioso che può portare il soggetto ad avere un’attenzione ossessiva verso il proprio disagio, con conseguente aumento dei sintomi.

 

distrurbi sessuali

 

Il supporto psicologico (e non farmacologico) è in grado di ridurre gli stati tensivi e riorganizzare i naturali processi funzionali della persona.

A volte però questo tipo di disagio è accompagnato da imbarazzo e vergogna che possono alimentare, nel soggetto che ne soffre, la tendenza a non richiedere subito un aiuto. Questo atteggiamento è estremamente nocivo perché il non trattamento precoce rende maggiormente complesso l’intervento terapeutico.


Pensi di aver bisogno di una supporto psicologico per affrontare i tuoi disturbi sessuali? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

 

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