La separazione coniugale

by Dott.ssa Valeria Cani 6. dicembre 2011 15.21

La separazione di due coniugi è la cessazione del loro vivere insieme perché vengono a mancare le caratteristiche di accordo, serenità, compatibilità.

Con la separazione finiscono gli obblighi di coabitazione e di fedeltà, finisce la comunione dei beni. Ma la separazione non è la fine della famiglia: occuparsi del coniuge più debole, mantenere, istruire educare la prole proseguono anche dopo la separazione.

La separazione può essere reale, oppure di fatto, cioè si può interrompere la convivenza senza formalità, senza presentare documenti o anche continuando a  condividere l’abitazione, ma senza condividere la vita.

Altra caratteristica della separazione è la transitorietà, per cui uno è stato provvisorio che lascia spazio a diversi risvolti, tra cui la riconciliazione. Questo dice la legge italiana.

Emotivamente che succede? Separarsi significa ridefinire la famiglia e ognuno dei suoi componenti, significa spesso perdita della libertà decisionale, è un esterno che dà le direttive economiche e i tempi di gestione della famiglia, soprattutto dei figli.

 

 

Separarsi vuol dire perdere o subire la perdita dell’unità, della forza e del sostegno della famiglia. Perdere lo status è un cambiamento che genera paura, la paura genera difesa e la messa in moto di tutti questi meccanismi emotivi non giova a nessuno, anche se la separazione è preferibile a una convivenza in totale disaccordo.

La gestione dell’emotività viene lasciata a se stessi, spesso chi si separa  si sente solo e fragile sia nella posizione di coniuge, sia in quella di figlio di genitori separati. Il sostegno di uno psicologo – terapeuta esperto di coppie, conflittualità coniugali e rapporti con i figli, diventa un buon punto di appoggio anche per un consiglio o un’informazione, sia per coppie in fase di separazione sia per i loro figli, per continuare a vivere serenamente con se stessi e fare parte anche di una “famiglia separata” come nuovo punto di partenza.

 

Se stai affrontando una separazione dolorosa o più semplicemente desideri approfondire questa tematica contatta lo staff di Psicologo360.it

 

 

 

Separazione: come superare la fine di una storia

by Redazione Psicologo360 12. settembre 2011 21.31

Quali gli effetti di una separazione, e soprattutto, quali le cause? Alla separazione non si arriva con un episodio traumatico, o almeno non solo. Per prima cosa non si devono sottovalutare i primi contrasti sottili o evidenti, che sono una spia in ogni caso di diversità caratteriale o comunque di un problema nella coppia. Due persone che si sposano, o che comunque iniziano una vita a due, non possono dimenticare e cancellare un passato e un vissuto. Per quanto grande potranno essere intesa e passione, arrivano a quel giorno come due individui separati e distinti, con una soggettività formata. Per questo i contrasti sono inevitabili, più o meno manifestati ma da mettere in conto.

È profondamente errato pensare che la coppia perfetta sia quella che non discute, perchè neanche quella potrà evitare un'ipotetica separazione. I contrasti sono un ottimo modo per confrontarsi e conoscere l'altro. Quindi, alle prime discussioni, non ci si deve impaurire e pensare che si stia ad un passo dalla separazione, né tantomento immaginare di aver necessità di una terapia di coppia. È semplicemente il percorso di due persone che stanno vivendo insieme.

La separazione arriva quando il non detto diventa talmente pesante da creare risentimento, e ossidarsi in un nucleo di rabbia che non si stempera. La terapia di coppia può essere una soluzione, sempre che entrambi la vogliano.

Quando ormai la separazione è in atto e il rapporto è deteriorato, ci si lascia e il trauma a volte diventa insostenibile.

Ecco qualche consiglio per superarlo:

  • Piangere tutte le lacrime: sfogarsi fa bene e permette di scaricare la rabbia. Non vergognarti di ammettere il tuo dolore perché la vera forza sta nell’ammissione della propria debolezza. Tenerti tutto dentro, pensando di essere più forte del dolore, è qualcosa che alla fine devasta e fa crollare, con effetti peggiori e inaspettati. Se avverti che qualcuno ti chiede di parlare e senti che lo fa con sincerità, sfogati.
  • Fare del movimento: cammina, corri, passeggia, esci. Usa la ginnastica: il corpo ha bisogno come il cervello di scaricare le energie negative represse. Se fosse possibile allontanarsi, programma e organizza un viaggio anche breve, che ti porti lontano dai luoghi abituali della vostra vita insieme. Restare con lo stesso panorama davanti agli occhi non produce buoni risultati.
  • Essere obiettivi: Quando si riacquista un po’ di lucidità prova a stilare una lista di ciò che pensi dell’ex partner: lati positivi e lati negativi; come se facessi la stessa cosa anche per te stessa. Sii sincera fino in fondo e non dipingerlo come se fosse (o fosse stato) l’unico in grado di capirti. Prima di lui avevi una vita comunque.
  • Staccarsi definitivamente - Serve un distacco assoluto dalla persona che ci ha lasciato. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l'altro. Ci si illude che così il dolore sara meno lacerante, mentre non si fà altro che prolungare l'agonia. Inoltre quest'atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l'amore possa ritornare. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l'altro, occorre tempo.
  • Riflettere e riflettere – Prova a pensare e meditare su ciò che hai considerato negativo nell’altro: sono aspetti che potevi tollerare oppure intollerabili? Che cosa ti teneva legata a lui? Sforzati di scrivere ciò che pensi in proposito. Sii obiettiva senza trovare giustificazioni al vostro legame. Guardando tutto con un certo distacco, anche se doloroso, ti permette di vedere aspetti e angolazioni nuove. Questo ti serve per stabilire un minimo di obiettività su ciò che è accaduto: ristabilire le responsabilità reciproche sull’andamento e la fine del rapporto stesso.
  • Risvegliare l’amor proprio – La coscienza e l’amor proprio sono fondamentali. Arrivare a renderti conto di aver partecipato involontariamente allo spegnersi di un sentimento non è facile, ma se riusciamo a vedere là dove il nostro errore è conciso con l’errore altrui e i meccanismi che si sono innestati, riusciamo a farci una ragione di ciò che è accaduto e forse mettiamo il primo mattone che ci aiuta a superare il lutto.
  • Perdonarsi – Una parola difficile, quella del perdono. Ti devi perdonare e devi essere indulgente con te stessa per non essere stata consapevole durante il rapporto di ciò che accadeva e perdonare l’altro per le sue debolezze. Da qui in avanti spetta a te risollevarti e credere di poter costruire un rapporto positivo, memore dell’esperienza che hai vissuto, prendendoti tutto il tempo che ti occorre.
  • Prendersi cura di se’ - Sforzati di prenderti cura di te: prepara piatti che stimolino il tuo appetito anche quando apparentemente non ti sembra di avere fame, cerca di essere più attenta alla cura di te stessa. Prenditi del tempo per curare anche il tuo corpo con bagni rilassanti, con massaggi. Cura e metti attenzione nell’ambiente in cui vivi, nella camera da letto (che non diventi un santuario), vestiti per piacere a te stessa e agli altri, guardati allo specchio e commenta i miglioramenti e le conquiste (oggi sto’ un po’ giù, oggi va un po’ meglio, oggi non c’è male).
  • Dedicarsi ad un’attività tralasciata per mancanza di tempo: il tempo ora non deve essere né stancamente vissuto, né affogato con troppe attività. Bisogna assecondare le proprie energie: leggere, cucire, lavorare a maglia, all’uncinetto, fare del découpage, dipingere, disegnare, scrivere, risistemare la libreria secondo un ordine corretto; cambiare qualcosa nel proprio ambiente per sottolineare il cambiamento. Tira fuori, insomma, la tua creatività, che è quella che caratterizza ognuno di noi e che ci aiuta a recuperare il nostro valore a prescindere dalla presenza di qualcuno.
  • Parlare e scrivere: tieni un diario e annota le tue emozioni e gli accadimenti che ti sembrano essere significativi. Impara a confrontarti con gli amici e i conoscenti senza cercare di scaricare su di loro le tue frustrazioni o continuando a parlare di ciò che è accaduto in continuazione: non ti serve, è come un continuare a nutrire il tuo dolore. Se ti accorgi di non poter fare da sola rivolgiti ad un terapeuta, è importante riconoscere i propri limiti. Siamo esseri umani e se una cosa non riusciamo a superarla dobbiamo capirne l’origine, che potrebbe essere molto lontana nel tempo e non legata a ciò che ci accade al momento. E se non riesci a trovare una risposta ora, nel tempo potresti essere costretta a farlo in un altro momento, magari con maggiore difficoltà.

 Pensi di aver bisogno di una terapia di coppia? Contatta subito i nostri consulenti di Psicologo360!

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