La terapia di coppia: quando serve?

by Redazione Psicologo360 4. settembre 2011 23.40

La terapia di coppia serve per migliorare la qualità della vita a due. Che vuol dire aumentare la comunicazione, ritrovare un linguaggio comune, riportare la tenerezza fra loro e riaccendere il desiderio nella coppia. Molte persone, dopo qualche anno di matrimonio (ma oggi sempre più spesso anche dopo pochi mesi), possono sentirsi profondamente deluse del rapporto coniugale: forse lo si era troppo idealizzato, forse si pensava che lo stato di innamoramento fosse potuto durare tutta la vita. E allora sono tentate nel gettare la spugna e a dirsi “no, proprio non va”. Unica prospettiva: la separazione. Grande errore: la relazione di coppia non è statica, tutt’altro.

La vita a due è dinamica, perché ogni giorno si verifica la trasformazione dei sentimenti e delle emozioni dell’innamoramento, intense ma ancora fragili, in un sentimento più profondo, quello dell’amore, in cui la relazione fra i due partner si stabilizza, nel senso che diventa più solida, mentre le emozioni che la riguardano diventano più sfumate.Quando la coppia rimane unita, molte sono le vicende di vita che si devono attraversare e che cambiano sia le persone che la relazione.

terapia-coppia

Questo è quello che “dovrebbe” accadere in un rapporto maturo e sereno. Perché in molti casi i cambiamenti riguardano in prevalenza solo uno dei due partner, che chiede e concede di più o di meno, a seconda delle circostanze. Cambiamenti che hanno diversi nomi: tradimento, crisi lavorativa, arrivo dei figli, ingerenze dei genitori reciproci. A volte ricadono solo su un elemento della coppia, a volte invece viene “elaborato”, cioè vissuto, diversamente da entrambi. Questo provoca uno squilibrio che, se non affrontato, può portare alla crisi della coppia.

Ci si rivolge ad uno psicologo perché se entrambi i partner sono troppo coinvolti emotivamente non riescono più ad analizzare la loro situazione con il necessario distacco. Lo psicologo svolge qui una funzione di mediatore, di arbitro, a cui i due coniugi fanno entrambi riferimento per esprimere le loro tensioni ed il loro malcontento. L’obiettivo è quello di ritrovare la serenità coniugale. I partner, durante gli incontri, possono ricevere suggerimenti su come aumentare la comunicazione, ritrovare un linguaggio comune, riportare la tenerezza fra loro. Non sempre la decisione di rivolgersi allo specialista è condivisa da entrambi i partner, per cui accade abbastanza di frequente che lo psicoterapeuta si trovi davanti una persona motivata e alla sincera ricerca di aiuto, disposta a parlare e a cercare soluzioni ed un’altra che, con atteggiamento di sufficienza, se non di sfida, ascolta tutto senza commentare, senza svelarsi. In questi casi non bisogna scoraggiarsi subito: il partner poco motivato potrebbe sbloccarsi alla seconda o terza seduta; certamente se la cosa non avviene la terapia di coppia non può proseguire.

La terapia di coppia non deve mirare a mantenere unita la coppia, ma a cercare di capire quale è la situazione migliore per quella determinata coppia o per quella determinata famiglia: in alcuni casi la separazione può essere riconosciuta come il male minore.Una psicoterapia di coppia se funziona, comincia a produrre i suoi effetti già dalle prime sedute: i due partner si sentono più sereni, tornano a comunicare e recuperano la loro intimità sessuale, per questo motivo la durata complessiva non è mai molto lunga.

Il valore della terapia offerta dallo psicoterapeuta, rispetto ad una soluzione-fai-da-te è che lo specialista può:

  • proporre soluzioni alternative
  • aiutare la coppia a ristabilire delle nuove regole condivise da entrambi
  • fornire una nuova lettura del loro passato
  • valutare i motivi dell’uno e dell’altro con maggiore obiettività  

Oltre che nei discorsi fatti in seduta, questo particolare tipo di psicoterapia si basa anche sulla formulazione di obiettivi da raggiungere, per cui non è raro che il terapeuta assegni dei ‘compiti’ da svolgere a casa, che possono riguardare entrambi i partner o, di volta in volta, uno dei due. In genere uno dei compiti più frequentemente assegnati ad entrambi i partner è quello di scrivere un diario con le loro sensazioni, i pensieri e le emozioni provate durante la settimane, in modo da riproporre questo materiale in seduta, per poterlo analizzare con il terapeuta. Quando si è in terapia, la legge fondamentale da osservare è poi quella del silenzio: si parla di tutto, ma non delle cose che dividono e soprattutto se c’è da litigare, bisogna trattenersi, per poterlo fare davanti allo specialista.

Le sedute possono essere settimanali o quindicinali, a seconda delle situazioni e del grado di conflittualità; la durata di ogni seduta è leggermente più lunga di una seduta individuale; il costo varia moltissimo da uno specialista all’altro, per cui vale la pena informarsi sul costo di una seduta, in modo da rendersi conto se la spesa richiesta può essere affrontabile. Un buon terapeuta, però, è flessibile e non schematico: tiene sempre in considerazione anche lo stato economico del paziente, creando tariffe “su misura”. E’ sempre meglio aiutare una coppia a trovare la giusta soluzione che speculare sui malesseri relazionali.

 

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