La vergogna

by Dott.ssa Valeria Cani 20. June 2012 15:55

Il sentimento della vergogna, di fare qualcosa di sconveniente in presenza di altri o anche la paura di apparire ridicoli ed essere oggetto di scherno, sono tutte emozioni che generano ansia, un’ansia legata al sociale, al fatto di trovarsi in una certa situazione proprio quando si è in mezzo ad altre persone che ci guardano e ci giudicano.


L’ansia diventa poi costante, e cominciamo ad evitare alcune situazioni o a fare certe cose in presenza di altri, ad esempio mangiare. I sintomi che accompagnano l’ansia sono evidenti, rossore in volto, tremore e sudore. In casi estremi diventa incontrollabile e quindi può degenerare in panico. Gli altri vengono visti come inquisitori e abbiamo estremamente paura della loro disapprovazione. La conseguenza di ciò può essere la fobia sociale, un vero e proprio blocco delle nostre azioni in pubblico per paura di essere giudicati negativamente, oppure il disturbo evitante di personalità con una grande chiusura in se stessi, nel silenzio, nell’isolamento dalla vita sociale e da una grande dipendenza dalle poche persone vicine, famiglia e qualche amico.

La vergogna nasce quando non vengono rispettate le regole, più o meno esplicite, dell’apparire o del fare sociale ai quali ognuno di noi sceglie di aderire.

La vergogna è un sentimento abbastanza comune che appartiene a individui anche con personalità molto diverse accomunate di solito da un senso di inferiorità, possibile risultato dell’aver ricevuto un’educazione piuttosto soffocante intrappolato nelle regole del vivere nel sociale piuttosto che vivere nella libertà dell’essere se stesso. Essere più preoccupati dell’immagine che gli altri hanno di noi stessi o peggio dell’immagine che ognuno di noi ha di se stesso, ha un legame col vivere dei nostri tempi dove la nostra immagine vale molto più che il nostro essere!

Nelle persone che troppo spesso temono di richiamare l’attenzione su di sé, la paura diventa patologica e si trasforma in fobia sociale. L’individuo ha paura di diventare oggetto di scherno da parte degli altri, di essere disprezzato dagli altri, di non essere accettato e riconosciuto.

Il senso della vergogna può paralizzare e impedire di fare qualsiasi cosa, qualsiasi azione fino a bloccare addirittura i pensieri per la paura di essere diversi dagli altri.

Ci sono persone che, al fine di avviare il senso della loro vergogna, modellano così tanto il loro modo di vivere  alle regole sociali che modificano loro stessi e si adattano al contesto sia col loro comportamento che col loro pensiero, seguono le mode, si allineano, si controllano solo a seconda di cosa richiede la situazione. Incapaci di essere se stessi sono quello che il contesto richiede rispondendo esclusivamente alle aspettative altrui.

Dietro tutto ciò ci sono persone con scarsissima fiducia di se stessi, delle proprie capacità, che si sentono inferiori agli altri e si sentono in colpa per questo! Le radici di questo disagio sono da ricercare in una fase della propria infanzia, di certo con un buon supporto psicologico si potrà ottenere della consapevolezza rispetto a ciò. Ma come cominciare a modificare la paura di vergognarsi ad esempio dopo aver fatto una brutta figura? Sarebbe possibile cominciare a pensare, ad esempio, che il lato positivo della situazione è l’essersi reso protagonista, e in questo caso, un protagonista assolutamente normale che per una volta ha potuto permettere a se stesso di sbagliare, per cui, come tutti, non considerarsi infallibile e perfetto.

Cominciamo a pensare anche che, alcuni comportamenti, sono considerati sconvenienti solo in alcune culture e quindi il senso del ridicolo varia a seconda del paese in cui ci troviamo, ciò che non è apprezzabile in uno stato lo è in un altro.

Di certo imparare a ridere di noi stessi è l’aiuto migliore che possiamo darci, cercare il lato ironico e fare in modo di ridere insieme agli altri in modo che gli altri ridano “con noi” e non “di noi”!

Per un consulto personale gli esperti di Psicologo360.it sono a vostra disposizione.

 

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